Dopo la sconfitta di Bari l'Udinese si ritrova nuovamente davanti al proprio pubblico. Match importante per tirare un breve ma importante respiro e cercare di uscire dal pericoloso tunnel imboccato diversi mesi fa. Sarà un'annata difficile per le Zebrette, la più dura da quando la società friulana è riapprodata nella massima serie. Una partita, dunque, che vale molto di più dei tre punti in palio. Il verdetto del campo sarà un pareggio che permette di segnare un +1 nella classifica. A Ci aspettavamo una Udinese con i coltelli fra i denti ma fortunatamente si è rivisto un pò di gioco. Per la tifoseria è una giornata molto agitata. Dopo le numerose prestazioni l'ambiente non ne può più e la squadra bianconera viene attesta all'esterno dello stadio da un centinaio di sostenitori che vogliono, in un modo o nell'altro, far capire ai giocatori che devono mettere gli attributi su quel manto erboso. Eloquente lo striscione appesa nei pressi dell'ingresso agli spogliatoi: via i mercenari da Udine. Sugli spalti comunque il sostegno è garantito. Si vuole cercare in tutti i modi di spingere la squadra alla vittoria. Si parte subito con dei buoni cori, soprattutto quelli a ripetere ma poi si cala leggermente di intensità. In una partita così il pubblico deve fare davvero la differenza e dare il massimo. Nella ripresa la situazione peggiora. Tifo meno vivace, troppe pause, cori scordnati e nei minuti di recupero quasi assenza di sostegno vocale alle Zebrette. Nel settore ospite circa 350 sostenitori laziali, supportati dai loro amici triestini con tanto di stendardo posizionato tra quelli dei capitolini tra i quali spicca lo striscione degli "Irriducibili". Il loro tifo sarà davvero notevole. Si sentono parecchie volte, si esibiscono in una sciarpata non troppo riuscita e rimangono in silenzio per diversi minuti dopo il pareggio. Il coro per "Gabbo" viene applaudito da parte della Nord. Molti i nostri cori contro i triestini, alcuni contro i laziali e diversi inviti rivolti ai giocatori bianconeri a metterci più cuore.