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Nei sogni di un ultras non è certo presente la trasferta di Siena, ma come tutte le altre è una trasferta che va onorata al massimo delle possibilità.Ci ritroviamo così nella mattinata di domenica 13 dicembre per partire alla volta del capoluogo toscano a bordo di due vetture. Lungo il tragitto non ci sono intoppi; facciamo un paio di soste in autogrill dando pure un occhio a possibili incontri lungo la tratta con altre tifoserie, ma niente da segnalare. Raggiungiamo Siena poco prima delle due. Il clima è rigido, siamo attorno agli zero gradi tanto che si intravede qualche fiocco di neve che cade sopra le nostre teste. Beviamo ancora un paio di birre fuori dall’impianto per poi fare il nostro ingresso nel settore. Soliti passaggi ripetuti per il controllo documenti e biglietti e dopo la lunga scalinata a più rampe siamo all’interno dello stadio. Veloce occhiata da sinistra a destra per assaporare l’ambiente che farà da cornice a questo match che risulta ancora vuoto. Appendiamo gli stendardi sulla vetrata e aspettando l’inizio dell’incontro chiacchieriamo un pò con i ragazzi degli altri gruppi della Nord. Non siamo un gran numero, la vicinanza con la precedente e sicuramente più attesa trasferta a Bologna ha contribuito notevolmente a questo stato di cose. A livello di curva siamo attorno alla cinquantina di unità; contando i club e gente sparsa raggiungiamo una cifra che non si allontana di molto dalle 200 persone. Ben lontani, quindi, i tempi delle buone presenze al “Franchi” disertato anche da chi con la tifoseria ghibellina ha instaurato un gemellaggio affatto sentito da noi. Al termine del riscaldamento del nostro undici in campo, Coda ci omaggia del pallone, lanciandolo intenzionalmente nel settore ospiti, pallone che diventerà pomo della discordia prima con gli steward che cercano invano di recuperarlo minacciandoci pure di Daspo, poi anche con la Polizia intervenuta per cercare di recuperare il “maltolto” e sconsacrare una tradizione che si perde nella notte dei tempi del giuoco del calcio. Oramai il pallone è stato inghiottito nel settore e nessuno sa più dov’è... da queste piccole cose si capisce veramente il clima irrespirabile che si vive oramai negli stadi italiani, dove pure in trasferte tranquille in cui sarebbe impossibile trovare attimi di tensione, la Polizia e assurdi metodi preventivi allontanano sempre di più la gente dagli stadi. Scende l’unici sul terreno di gioco con la casacca gialla; alziamo al cielo sciarpe, bandiere e stendardi in un clima veramente rigido e con una leggera pioggia che col passare dei minuti andrà ad intensificarsi. I cori non sono potenti ed anche di fronte a noi è difficile notare calore da parte della curva di casa. I ragazzi in campo non danno spettacolo ed anzi sembra pure difficile sperare di vedere qualche tiro da parte della nostra formazione che appare veramente impacciata anche di fronte all’ultima della classe. Complici la prestazione sul campo e i fattori climatici sembra impossibile venirne fuori con una buona prestazione di tifo, ma nel bene e nel male cantiamo per tutti i novanta minuti. Nella ripresa il copione si ripete; il pubblico di casa dopo un paio di bei tiri accenna qualche coro “Siena Siena” ma niente di più, alla mezzora passano in vantaggio con Maccarone che va a ripulire l’incrocio dei pali. Noi continuiamo a cantare e proviamo a scaldarci con un pò di tifo pazzo, prima dando la schiena al campo con cori tipo “a noi della partita non ce ne frega un cazzo”, poi cercando di spronare la squadra a dare di più con cori come “undici leoni” e “noi vogliamo gente che lotta”. Nulla serve e arriva anche la seconda marcatura. Da questo momento in poi la situazione degenera; partono insulti isolati da tutto il settore, ma la curva resta ancora compatta e chiudiamo con una sciarpata a dimostrazione che per qualcuno l’amore per la maglia non è smisurato come dovrebbe essere. A nulla serve la rete nel finale di gara se non per notare la grinta dei ragazzi nel solo recupero della gara. Situazione questa che invece di infondere speranza non fa che rafforzare la rabbia per le gambe molli viste per nel corso dei 90 minuti precedenti. Finisce con i fischi dal settore ospiti l’incontro e senza attendere più di tanto ripieghiamo gli stendardi e usciamo dal nostro settore. Riprendiamo subito la via di casa dove arriviamo giusto in concomitanza con la fine del posticipo serale e finalmente Siena non è più sul calendario... |