:: PARMA-UDINESE 2009-2010    
 
 
 

Ancora una volta in viaggio per la nostra amata. Qquesta volta è Parma la nostra destinazione. Trasferta da non sottovalutare (come tutte del resto …) visti i non ottimi rapporti con i tifosi gialloblu. A causa di molte assenze impreviste dobbiamo rinunciare ad allestire il secondo furgone ripiegando su una macchina a supporto del primo mezzo. Peccato perchè nella partita casalinga, a sette giorni da questo “on tour” le adesioni raccolte lasciavano ben sperare per una ottima presenza al “Tardini”. Questo punto dovrebbe far riflettere chi fa ben poco per supportare il gruppo e le Zebrette lontano dal “Friuli”.Ragazzi cerchiamo di darci una mossa!
Partenza fissata poco dopo le 9 del mattino vista la relativa vicinanza con la città ducale; il viaggio è tranquillo tra birre, racconti di ogni genere e musica, nonostante un furgone che potrebbe essere omologato per 9 nani. Solo un pò di apprensione metereologica quando incontriamo i mezzi spargisale in azione nei pressi di Bologna, ma fortunatamente proseguiremo agili e tranquilli fino alla nostra destinazione.
Verso le 13 arriviamo in prossimità del settore dove troviamo il mezzo dei “Teddy Boys” che diventa l’occasione per scherzare tutti assieme e scambiare quattro chiacchiere. Alle 14.40 decidiamo di fare il nostro ingresso nell’impianto di gioco. Ci posizioniamo non più nel settore accanto al calcio d’angolo ma dietro la porta visto che lo spicchio è ancora impraticabile dopo la morte del tifoso vicentino. Qualche difficoltà ad appendere i nostri stendardi al plexiglass e siamo pronti. All’appello però mancano ancora i ragazzi del “Collettivo” che un problema tecnico al loro mezzo li ha obbligati ad una sosta forzata. Una rappresentanza è comunque arrivata nel secondo tempo in taxi. Un ascelta che per molti avrà dell’assurdo ma comprensibile e condivisibile da chi tifoso lo è davvero.
L’Udinese non è nel suo miglior momento e questo influirà abbastanza sul nostro tifo Tolti alcuni momenti di euforia e la “voce grossa” quando c’è da insultare l’avversario (...) il nostro apporto vocale sfiora la sufficienza con quelli sopra mummificati o intenti a scattare foto manco fossero dei giapponesi in gita a Venezia. Unici degni di nota i cori a ripetere che in più di un’occasione si fanno sentire in tutto lo stadio. Peccato non essere stati in grado di sfruttare il nostro potenziale: In circa centocinquanta unità si doveva far meglio. Non c’è davvero paragone con i cinquantacinque di Bari che hanno offerto una prestazione magistrale a testimoniare che non sono i numeri che contano ma la determinazione. Quella determinazione che sui gradoni del “Tardini” ci è mancata. Unica nota di colore la nostra bandiera che ha garrito al vento per tutti i novanta minuti e che ha varcato i tornelli senza alcun impedimento.
La partita non sarà ricordata come le migliori della storia del calcio ma sembra che l’Udinese giochi meglio del solito, presentandosi varie volte di fronte al portiere avversario senza però mai riuscire a segnare. Con il rigore parato da Handanovic e il Parma in 10 ma la partita finisce a reti inviolate. Un punticino che di questi tempi non è da disdegnare anche se la nostra posizione in classifica rimane seriamente preoccupante. Di fronte a noi la tifoseria del Parma non sembra essere in buona giornata.La curva risulta praticamente esaurita in ogni ordine di posto ma la parte realmente attiva è solo quella centrale con circa duecento sostenitori che si dannano per i propri colori e per tentare di coinvolgere il resto della curva che in pochissime occasioni si unisce al tifo per i gialloblù. Buono qualche momento dettato dalla squadra in attacco ma niente più. Con loro presenti anche i gemellati empolesi dei “Rangers” rappresentati da una bandierina. Unico momento coreografico, a parte alcune maxi bandiere al vento, un enorme striscione esposto all’ingresso delle squadre in campo “noi con la voce, voi con il cuore... vinceremo”.
Dopo il triplice fischio finale anche gli sbirri non hanno per nulla voglia di starsene al freddo e incredibilmente pochi minuti dopo le 17 siamo già sui nostri mezzi in direzione autostrada. Il viaggio di ritorno fila liscio come l’andata tra musica elettronica, esilaranti canti gospel africani e musiche da funerale stile New Orleans (chi c’era sa)! Tanta goliardia che ci accompagna fino alle ore 21 quando giungiamo a casa.