:: CATANIA-UDINESE 2009-2010    
 

 
 
 

Con ancora ben stampata in mente la vittoria di Milano torniamo in viaggio per la nostra bandiera nella lontanissima Catania. Essendoci organizzati con largo anticipo siamo riusciti a limitare il costo di questa impegnativa trasferta grazie anche a un contributo cassa per i dieci ragazzi del gruppo che hanno deciso di prendere parte a questo ennesimo “on the road”. Ritrovo fissato alle sette del mattino per raggiungere l’aeroporto di Venezia in tempo utile per il decollo. Tutto fila liscio e verso le otto siamo al check-in dove incontriamo i ragazzi del “Collettivo” e qualche altro giovane che ha deciso di prendere parte a questo appuntamento in maniera autonoma. Colazione e imbarco veloce. Siamo una bella compagnia di amici e l’allegria non manca di certo. Puntuale arrivo nell’isola e prendiamo letteralmente d’assalto il bar della struttura aereoportuale dove ci concediamo un’oretta di relax e ci uniamo ai ragazzi degli “Ultras” arrivati da Milano. Non si contano le birre bevute nel corso dell’attesa e c’è chi pranza a base di arancini. Verso ora di pranzo ci muoviamo alla volta dello stadio “Massimino”. Durante il viaggio ci guardiamo un pò attorno, con più attenzione tra le strette viuzze che formano la zona dell’antistadio. Una volta all’interno della zona di prefiltraggio ci concediamo ancora un break in un baretto in zona tribuna mentre il cielo si fa grigio e scende un pò di pioggia e il termometro segna quindici gradi. Situazione metereologica davvero paradossale anche se il nostro “Bernacca” ci aveva messo in guardia. Finalmente entriamo nel settore dopo aver passato un altro controllo e la seccante procedura della schedatura videoregistrata. altro che “grande fratello”... Facciamo il nostro interno al “Massimino”. Ci si attende il pubblico delle grandi occasioni quest’oggi vista l’importanza della sfida. Ci sono molte aspettative tra la tifoseria di casa e il clima viene scaldato ulteriormente dalle dichiarazioni del tecnico Mihajlovic che senza mezzi termini sostiene che sarà la sua squadra a vincere. Invece, l’affluenza allo stadio non sarà da pubblico delle grandi occasioni. Molti spazi vuoti nella curva sud e in altri settori. La più popolata rimane la curva principale, la Nord, dove sulla vetrata campeggia un enorme striscione che ricorda un ragazzo scomparso. Assaggia il terreno di gioco il Canatia e si alzano i primi cori che divverranno fischi alla vista delle maglie bianconere. Noi ci sistemiamo ai nostri posti. Siamo una trentina, malati di Udinese, pronti a fare la nostra parte. Fischio d’inizio e la curva si fa sentire. Nei primi minuti è un monologo rossoazzurro. Impossibile fare breccia in quel muro acustico. Ma dopo pochi minuti abbiamo la nostra occasione. Un coro secco che viene fischiato segno che è arrivato a segno poi iniziamo a cantare con una certa costanza sfruttando le occasioni migliori gestendo la voce con parsimonia. Il sostegno catanese cala vistosamente e solo la parte centrale del settore alla nostra destra rimane attivo con qualche segnale di vita dal gruppetto nel secondo settore popolare. L’Udinese in campo si comporta bene anche se riusciamo parzialmente a seguire le azioni di gioco visto che la rete di protezione che ricopre tutto il settore ospiti impedisce la visuale. Ci verrebbe da chiedere la restituzione di metà del costo del biglietto di ben 24€ per questa limitazione nella visuale sul terreno verde. Tanti cori secchi da parte nostra a dimostrare il nostro immenso amore che verrà ripagato al 32° quando Isla crossa dalla destra, becca la testa di Floro Flores che salta più alto di tutti e batte Andujar a pochi metri dalla nostra posizione. La squadra festeggia abbracciandosi. Ci sarebbe piaciuta una corsa verso il calcio d’angolo per sentire maggiormente il nostro calore ma visto i tempi che corrono non ci facciamo troppi fastidi. L’importante è vincere. Il pubblico catanese infastidito dall’arbitro lo fischia a più riprese. Anche nel secondo tempo il nostro tifo si manterrà sugli stessi livelli registrati nella prima frazione di gioco. La tifoseria siciliana tornerà prepotente dopo la rete del pareggio al 77° a firma Biagianti dopo che l’Udinese aveva sfiorato una rete di facilissima esecutione. Troppi errori. Arriva il triplice fischio finale mentre noi siamo intenti a mostrare con orgoglio i nostri colori con una sciarpata. La squadra bianconera si sofferma sul terreno di gioco per salutare quella macchia friulana a così tanti chilometri di distanza. Un pareggio che ci va stretto ma meglio di niente. Rimaniamo diversi minuti nel settore scambiandoci le prime impressioni sulla domenica al seguito dell’Udinese. Si risale sull’autobus e via verso l’aereoporto attraversando la città e passando per la zona del porto. Il nostro volo è in perfetto orario e giungiamo a Venezia alle 21.30 non prima di aver creato qualche problema a bordo del volo. Siamo a casa che sono le 23.00.