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| 18.6.10 |
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Da De Rossi a Beppe Grillo e Michelangelo Fournier
Con il passare dei giorni (e, soprattutto, con il gol al Paraguay) le polemiche si sono un po’ spente. Ma le frasi di Daniele De Rossi sulla “tessera del tifoso” continuano a far discutere chi frequenta gli stadi. E non solo.
Dalle parte del giocatore romanista si sono schierati Beppe Grillo e il segretario generale regionale Lazio Consap, Michelangelo Fournier.
Ecco cosa è scritto sul celebre blog di Beppe Grillo. “Daniele De Rossi, centrocampista della Roma, ha dichiarato in un'intervista che, oltre alla tessera dei tifosi, ci vorrebbe anche la tessera dei poliziotti. Ha detto una cosa ovvia e condivisibile. Ha chiesto che ogni poliziotto abbia un identificativo, come avviene in molti Stati più civili del nostro. Il manganello che ti arriva, magari incidentalmente sul cranio, deve avere un nome e cognome. Il ministro degli Interni Maroni si è risentito: "De Rossi meritava molto più di una censura. Alcuni politici che hanno chiesto che non si censurasse la sua uscita avrebbero fatto bene a stare zitti". Zanna Bianca Maroni è lo stesso che azzannò il polpaccio di un poliziotto e fu condannato definitivamente a 4 mesi e 20 giorni per resistenza e oltraggio a pubblico ufficiale ed è amico di lunga data di Boss(ol)i che con la bandiera italiana voleva pulirsi il culo. Da che pulpito!”
Ancor più clamorosa è la presa di posizione di Michelangelo Fournier (segretario generale regionale Lazio Consap). "Io, poliziotto, difendo De Rossi" si legge in un'inchiesta di 32 pagine contro la tessera del tifoso pubblicata su Rivista Romanista, in edicola da domani, venerdì 18 giugno 2010. "Sarebbe opportuno che qualcuno - sostiene Fournier- invece di offendersi per i pensieri di un ragazzo che ha tutto il diritto di esprimere le sue idee, si preoccupi di tirar fuori i poliziotti dall'inferno nel quale li ha segregati. La tessera del tifoso è un'iniziativa liberticida che si stempera nella sua futile comicità e che contribuirà al solo inasprimento delle relazioni tra tifoserie ed autorità” |
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| 17.6.10 |
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Vedremo ora se i giornalisti continueranno ad essere di parte...
E ora? Forse anche qualche illustre opinionista cambierà parere perché si sa le leggi non sono liberticide finché non toccano in prima persona… E chi era contrario (da prima e in buona fede) non farà altro che rafforzare il suo legittimo giudizio negativo sulla tessera del tifoso.
La card che sta dividendo il mondo del calcio italiano dovrà essere sottoscritta anche dai giornalisti. Sì, proprio così. L’ha comunicato l’As Roma, una delle prime società ad introdurre la tessera del tifoso non senza proteste e malcontento tra i suoi supporter.
Ecco la comunicazione che il club giallorosso ha dato attraverso il proprio sito: “In merito all'introduzione della Card AS Roma Club Privilege, (Tessera del Tifoso), per la stagione 2010-2011, si ricorda ai signori giornalisti muniti di tessera stagionale che, per il rinnovo della stessa, sarà obbligatorio compilare il modulo di adesione in tutte le sue sessioni e consegnarlo presso la sede di Trigoria alla c.a. dell’Ufficio Stampa. Si ricorda inoltre che il termine ultimo per ottenere la tessera in questione gratuitamente, è fissato per mercoledì 30 giugno 2010”.
Forse, non è finita qui.
Link alla fonte: sito della Roma |
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| 11.6.10 |
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Da rinascita del 10 giugno 2010
E' VERO: C'E' UN PROBLEMA PRIVACY PER LA TESSERA DEL TIFOSO
Già nel 2005 il Garante evidenziava le criticità del micro-chip 'spione'.
Ma le società ignorano e fanno finta di niente. Nessuno però lo dice.
di Maurizio Martucci
Puntando l'indice sul micro-chip con tecnologia di identificazione a radio frequenza (RFID), l'ho scritto su Rinascita il 1 Giugno, titolando senza indugi: “La tessera del tifoso... sorvegliato!” L'ho ribadito nelle trasmissioni radiofoniche dedicate al calcio in cui mi hanno invitato a parlarne: “Diffidate da chi illustra le potenzialità della nuova Tessera del Tifoso senza evidenziarne le criticità. E' in ballo la privacy”. Su molti forum e siti internet né è nata una discussione animata. Per e-mail mi sono giunte diverse segnalazioni da Genova, Roma, Bari, Parma e Lecce. Molte erano di tecnici di aziende del segmento della sicurezza dei dati o che producono fidelity card, ovvero gli addetti ai lavori dell'oggetto del contendere voluto da Ministro Maroni e dal binomio CASMS, Osservatorio Nazionale sulle Manifestazioni Sportive. “Caro Martucci, lei sbaglia – mi hanno scritto, sintetizzando il concetto – I micro-chip sulla Tessera del Tifoso sono di tipo 'passivo' (tipo card della metropolitana, con lettura a pochi centimetri dal lettore) e non 'attivo' (tipo Telepass, lettura a 15 metri). Quindi la Tessera del Tifoso registra dati, ma non traccia la posizione geografica del possessore come fosse il GPS dell'antifurto satellitare sulle macchine”. A si?
GARANTE DELLA PRIVACY
Per una risposta equa e super-partes, mi appellavo al Garante della Privacy, deputato a tutelare la riservatezza dei dati personali dei cittadini italiani (tifosi compresi). Scorgendo i suoi documenti, mi sono imbattuto in una preziosissima prescrizione del Prof. Stefano Rodotà del 9 Marzo 2005. Volete sapere su cosa? Si, proprio sulla Radio Frequency Identification, la tecnologia del micro-chip della Tessera del Tifoso! Ecco cosa dice il Garante (e non Martucci): “Determinati impieghi della RFID possono costituire una violazione del diritto alla protezione dei dati personali ed avere serie ripercussioni sull'integrità e la dignità della persona, anche perché, per le ridotte dimensioni e l'ubicazione delle cd. 'etichette intelligenti' e dei relativi lettori, il trattamento dei dati personali attraverso la RFID può essere effettuato all'insaputa dell'interessato. In particolare, come rilevato anche dal Gruppo dei garanti europei l'impiego di tecniche di RFID, da parte sia di soggetti privati, sia di soggetti pubblici, può determinare forme di controllo sulle persone, limitandone le libertà. Attraverso l'impiego della RFID, potrebbero, ad esempio, raccogliersi innumerevoli dati sulle abitudini dell'interessato a fini di profilazione, tracciare i percorsi effettuati da quest'ultimo. E i sistemi informativi cui esse sono collegate possono permettere di individuare la posizione geografica di chi detiene l'etichetta o l'oggetto su cui essa è posta”, ovvero la Tessera del Tifoso. E quindi? Vuoi vedere che il buon fiuto da giornalista anche stavolta non ha mentito? Vuoi vedere che prima su Rinascita e poi in radio Martucci ha scritto e detto esattamente quello che ogni giornalista dovrebbe scrivere e dire in tema? Sentiamo il Garante della Privacy, o meglio leggiamo quali condizioni ha dettato alle società emettitrici di card con micro-chip RFID: già nel 2005 il Prof. Rodotà prescriveva di adottare scrupolose e opportune misure per garantire la tutela della privacy degli interessati, rispettando - tra i tanti - il principio di necessità (per cui si può usare RFID solo per le necessità “strettamente necessarie in relazione alla finalità perseguita” - cioè solo per vistare l'ingresso allo stadio e non per spiare gli spostamenti dei titolari), il principio di liceità (“RFID è lecito solo se si fonda su uno dei presupposti del Codice” di tutela della privacy) e di informativa (“chiara evidenza deve essere data anche alle modalità per asportare o disattivare l'etichetta o per interrompere in altro modo il funzionamento del sistema RFID”). E allora? Adesso è tutto chiaro? Il problema sul trattamento dei dati personali esiste eccome. E sicuramente le società di calcio lo avranno considerato, recependo le prescrizioni del Garante della Privacy. Giusto?
CONTRATTI IN BIANCO
Il 'Modulo di adesione al programma Tessera del Tifoso', così deliberato dall'Osservatorio Nazionale sulle Manifestazioni Sportive, recita: “La Tessera del Tifoso che utilizza un microchip con tecnologia RFID è l’unico documento attestante il diritto di partecipazione al Programma”. Considerato questo modello standard, per la più classica delle proprietà transitive tutti i Club di calcio (o le società di servizi incaricate ad emettere le tessere) avranno strutturato i loro contratti affidandosi diligentemente a quanto chiarito dal Garante della Privacy. Per scoprirlo basta poco. Ho fatto una ricerca campione, scaricando dai siti internet ufficiali nove modelli contrattuali e altrettante notizie utili. Ecco cos'ho trovato, uno per uno: modulo del Modena F.C. (Serie B), nessun riferimento all'RFID e nessuna traccia delle prescrizioni di Rodotà sull'RFID. 'Samp Card', modulo dell'U.S. Sampdoria (Serie A): nessun riferimento all'RFID e nessuna traccia delle prescrizioni di Rodotà sull'RFID. 'Robur Senese', regolamento dell'AC Siena (Serie B): nessun riferimento all'RFID e nessuna traccia delle prescrizioni di Rodotà sull'RFID. Modulo dell'A.S. Varese (Lega Pro, Prima Divisione): nessun riferimento all'RFID e nessuna traccia delle prescrizioni di Rodotà sull'RFID. Modulo dell'A.S.C. Figline (Lega Pro, Prima Divisione): nessun riferimento all'RFID e nessuna traccia delle prescrizioni di Rodotà sull'RFID. 'A.S. Roma Club Privilege', modulo dell'A.S. Roma (Serie A): nessun riferimento all'RFID e nessuna traccia delle prescrizioni di Rodotà sull'RFID. 'Cuore Rossonero', notizie dell'A.C. Milan (serie A): nessun riferimento all'RFID e nessuna traccia delle prescrizioni di Rodotà sull'RFID. 'Siamo Noi', notizie dell'Internazionale FC (Serie A): nessun riferimento all'RFID e nessuna traccia delle prescrizioni di Rodotà sull'RFID. 'Cuore Rossazzurro', notizie del Catania Calcio (Serie A): nessun riferimento all'RFID e nessuna traccia delle prescrizioni di Rodotà sull'RFID.
Tiriamo le somme: o queste nove società hanno realizzato il 'Programma Tessera del Tifoso' contravvenendo alla direttiva dall'Osservatorio Nazionale sulle Manifestazioni Sportive che disciplina la tecnologia RFID come “unico documento attestante il diritto di partecipazione al Programma”, oppure ci sono migliaia di card che montano comunque il micro-chip RFID eludendo la prescrizione di informativa disposta dal Garante della Privacy il 9 Marzo 2005. Non vedo una terza opzione. Se ci fosse, mi rendo comunque disponibile a rintracciarla (senza GPS, né RFID). Almeno su internet, dove blog e forum funzionano ancora liberamente. E l'informazione di carta stampata e radiofonica (in parte) pure. |
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| 11.6.10 |
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Un interessante articolo sulla “tessera del tifoso” su Il Tirreno
"Alla fine questa tessera del tifoso finirà per non piacere più a nessuno. Non la vogliono gli “ultrà”, da sempre contrari a quella che considerano una schedatura liberticida, ma anche molte società e i settori più moderati delle tifoserie cominciano a prendere le distanze. Non si arriva certo al paradosso di paragonare le forze dell’ordine ai teppisti che si scatenano nelle curve, come ha fatto Daniele De Rossi, ma il sospetto che la tessera del tifoso contenga qualche insidia e anche qualche obbiettivo recondito si affaccia da più parti.
Anche chi è andato più avanti con l’iniziativa, come il direttore generale del Viareggio Andrea Gazzoli, che ha già consegnato un centinaio di tessere ai sostenitori bianconeri, ammette che si tratta di una sorta di carta di credito ricaribabile, che per ottenerla bisogna avere i conti in regola non solo con la giustizia penale, ma anche con le banche: «Essendo un titolo spendibile anche per acquisti è logico che il titolare debba avere anche i requisiti richiesti dagli istituti di credito, ad esempio che non sia inserito nell’elenco delle persone a rischio di insolvibilità».
Alla fine, dunque, la tessera del tifoso sarà un grande affare per le banche? A Empoli sono convinti di poter superare questa diffidenza. La carta si chiama “Empolife”, può essere utilizzata caricandola con una cifra che varia dai 25 ai tremila euro (ma l’opzione sarà facoltativa) e potrà essere utilizzata nel circuito “Visa” e in tutti i “pos”. Però i dirigenti del club azzurro garantiscono che la ricarica sarà gratuita su un conto del circuito della Banca di Cambiano.
Non è proprio così a Lucca. Dice il dirigente organizzativo Luigi Viani: «Ci vogliono 10 euro per attivarla e 3 euro per ogni ricarica, indipendentemente dall’importo. Però noi siamo favorevoli e ne abbiamo già consegnate circa 200, che non sono poche».
Restano tutte le altre problematiche. Perché a parte i piccoli vantaggi pratici (ad esempio niente più code ai tornelli degli stadi, possibilità di assistere anche alla partite che il Viminale decide di far disputare a porte chiuse) non tutti potranno avere la carta del tifoso in tasca. E anche chi potrebbe averla non è detto che la voglia richiedere. E’ lo stesso concetto di calcio blindato, che non piace a molti tifosi. Dice Omar Franconi, sostenitore del Livorno: «E’ l’ultimo intervento per far morire il calcio. Lo vogliono ridurre a uno spettacolo televisivo da “Isola dei famosi”, vogliono sostituire i tifosi con i clienti-utenti». Concetto paradossalmente confermato proprio ieri dal capo della polizia Manganelli: «Le società di calcio - ha detto - sono aziende, devono conoscere bene i loro clienti». Insomma, il no è dichiarato. Conclude Franconi: «Gli ultrà hanno ragione. Se dovesse passare la tessera anche per le partite casalinghe io, dopo 20 anni, non farei più l’abbonamento al Livorno».
A Pisa l’avvocato Andrea Bottone, ex portiere e attualmente rappresentante dei tifosi nel consiglio direttivo della nuova società, guarda all’iniziativa con una certa apprensione e criticità: «Posso capire che la tessera serva a premiare le tifoserie che si comportano bene, ma non vorrei che alcuni criteri di discriminazione finiscano per essere estesi anche ai gruppi che vivono la partita in modo pacifico».
Del resto, allo stadio, non ci sono solo gli “ultrà”. Anzi, la stragrande maggioranza se ne sta bene alla larga. A Pisa uno dei club storici, “Radioscalino”, dal nome che deriva dal ritrovarsi dei soci sulle gradinate dell’Arena Garibaldi, si è dato molto da fare per combattere la violenza nello stadio, anche con una decina di conferenze, insieme alle autorità, nelle scuole medie della città e del comprensorio per capire il fenomeno e tentare di riavvicinare le famiglie all’Arena. Ma anche il suo presidente, Ardimanno Ciabatti, non è affatto entusiasta della tessera: «In linea di principio non si può essere contrari, ma vorrei capire il contesto. Sarei critico, ad esempio, se si dovesse trasformare in un favore alle banche e se le tessere non fossero rilasciate dalle autorità con l’accordo delle società di calcio. Purtroppo assistiamo a molti casi in cui le frange più rumorose del tifo, chiamiamole così, tengono sotto schiaffo gli stessi club dei quali sono supporters. Ci vuole chiarezza, che non c’è».
I pericoli di una discriminazione e di una schedatura, argomenti ricorrenti in bocca agli “ultrà”, se si vogliono considerare tali, erano peraltro già insiti nelle norme del decreto-Amato. Tutti i biglietti sono nominativi, con tanto di posto assegnato. E dopo il prefiltraggio ai cancelli, ti devi presentare ai tornelli perfino a capo scoperto. Ma bisogna tener presente che il decreto venne dopo l’uccisione, a Catania, del poliziotto Filippo Raciti, a riprova che qualcosa bisognava fare in tema di sicurezza e di prevenzione.
Certo che successivamente, la gestione della legge-Amato ha lasciato molto a desiderare, anche perché lasciata all’opportunismo e alle convenzione elettorali dei politici. Così si è assistito, senza neppure troppo scandalo, a deroghe e inflessibilità sconcertanti. Il ministro Maroni, accogliendo la richiesta di un deputato bergamasco della Lega, è arrivato ad autorizzare la trasferta dei tifosi atalantini sul campo dell’Inter, il potere romano si è preso la libertà di concedere ai laziali la pericolosissima trasferta di Livorno, e di averli lasciati andare anche a Genova dopo i disordini sanguinosi del derby con la Roma. Al tempo stesso fu invece grottescamente blindata la partita del Pisa con il Chioggia (serie D, senza alcun precedente), con l’arbitro costretto a iniziare l’incontro mezz’ora dopo l’orario programmato.
La tessera del tifoso, dopo le premesse dell’ultimo campionato, rischia di divenire il paradigma delle contraddizioni del calcio. Però il dirigente della Lucchese Viani esprime un concetto condivisibile: «Quasi sempre i disordini sono provocati dalle tifoserie ospiti. A noi sta bene che venga al Porta Elisa solo gente per bene. Ma per raggiungere questo obbiettivo bisogna crederci tutti»." |
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| 10.6.10 |
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Udine e la tessera del tifoso.
Rimaniamo in attesa di capire quale saràla posizione ufficiale dell'Udinese Calcio nei confronti della "tessera del tifoso". L'inizio della campagna abbonamenti si avvicina e si sa poco o nulla in merito. Si parla di calcio mercato, di questo o quel giocatore che dovrebbe o vorrebbe partire per approdare ad altri lidi, si presenta il "nuovo" allenatore ed è tornata prepotentemente di scena la questione stadio "Friuli".
Vi riportiamo un'intervista datata 28.09.2009 in cui Pozzo era stato molto chiaro. Una posizione saggia e giusta.
«La tessera del tifoso è inutile, con i biglietti nominali i controlli ci sono già, la tessera è un doppione». Il patron dell'Udinese Gianpaolo Pozzo, ai microfoni di Radio Anch'io lo sport, boccia senza mezzi termini la novità in arrivo da gennaio. «La tessera non è nata per dare maggiori servizi - ha proseguito - ma a complicare la vita ai tifosi. I controlli si possono fare già con i dati dei biglietti nominativi. La novità dovrebbe essere solo una comodità in più, non un obbligo. Allora ci diano la possibilità di prenderla facoltativamente». A Pozzo ha risposto il presidente della Federcalcio Giancarlo Abete, che invece ha definito «opportuna» l'introduzione della tessera. Anche se ha ammesso che «la vera rivoluzione è stato il biglietto nominativo. La tessera è un'opportunità per servizi aggiuntivi». Quanto ai dubbi che continuano a sollevarsi da più parti ha spiegato: «C'è una situazione complessa nel rapporto fra club e gruppi di tifosi» chiarisce il n.1 della Figc, che ha aggiunto che le societa, che non sono abituate a dare servizi personalizzati, non hanno nè gli stadi nè una struttura organizzativa idonei«. E sulla richiesta di non obbligatorietà dei club: »Hanno difficoltà a superare ad accettarne la logica senza cedere alle intimidazioni di gruppi di tifosi che in realtà tifosi non sono«. A Pozzo ha risposto anche il segretario dell'Osservatorio nazionale per le manifestazioni sportive Roberto Massucci: »Per la polizia il biglietto nominale è sufficiente ma per le società sportive è insignificante. Il calcio condivide il nuovo progetto - ha concluso - deve solo renderlo più accattivante«.
Sono, invece, di ieri alcune dichiarazioni che ci hanno lasciato molto perplessi:
La tessera del tifoso? “faremo una foto e non creerà problemi, con una tessera che avrà tanti servizi.” Questa la nuova posizione della società bianconera. Attendiamo una posizione più chiara in merito per poter immediatamente controbattere e far sentire la nostra voce.
La fede non si tessera. |
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| 9.6.10 |
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Dopo la tessera del tifoso la tessera dell'autodromo?
Motomondiale. Il Mugello conta i danni: 33 Daspo, alcuni estesi anche al calcio
Il bilancio della Questura: 18 arresti, 54 denunce per reati vari
8 dei Daspo vietano circuiti e stadi per i prossimi 5 anni
FIRENZE (7 giugno) - Diciotto arresti per clonazione di bancomat e spaccio di droga, 54 denunce per reati vari, 33 Daspo di cui 25 divieti di frequentare i circuiti automobilistici per i prossimi tre anni a carico di altrettanti responsabili di scavalcamento di recinzione e 8 divieti di frequentare per i prossimi cinque anni circuiti automobilistici ed impianti calcistici nei confronti di altrettanti bagarini; e ancora, 7 fogli di via con divieto di far ritorno nei 44 comuni della Provincia di Firenze, 124 segnalazioni per uso di sostanze stupefacenti, sequestri di droga e di merce contraffatta; 376 gli interventi di primo soccorso assicurato dai volontari della Misericordia di Firenze. Questi i numeri dei controlli di sicurezza condotti da Polizia, Carabinieri, Guardia di Finanza, in occasione del Motomondiale che si è svolto al circuito del Mugello, a Scarperia (Firenze). È di circa un chilo e mezzo la quantità complessiva di droghe di vario tipo sequestrate dalle forze dell'ordine. Tra le persone segnalate come assuntori c'è anche un avvocato che al casello autostradale di Barberino è stato sorpreso con cocaina.
I servizi all'autodromo del Mugello, tra cui anche l'invasione di pista controllata, novità di quest'anno, sono stati analizzati durante un debriefing in Questura presieduto dal questore di Firenze, Francesco Tagliente, e alla presenza dei rappresentanti delle forze dell'ordine. Per contrastare efficacemente il fenomeno dello scavalcamento che si ripete sempre con maggiore frequenza e con l'ausilio di nuovi e sempre più ingegnosi metodi ed attrezzature, i responsabili, quest'anno, sono stati denunciati all'Autorità Giudiziaria per la violazione della legge antiviolenza nelle manifestazioni sportive con conseguente emissione da parte del Questore del Daspo per tre anni. Sono 25 le persone denunciate alla Prefettura per aver fatto uso di sostanze stupefacenti. |
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| 1.6.10 |
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MILANO — No alla tessera del tifoso, la card di fidelizzazione voluta dal ministro dell’Interno, Roberto Maroni, e accettata, non senza contestazioni, dalle società. Non lo dicono solo gli ultrà («La nostra fede non si tessera», il loro grido di battaglia), club («Un mero strumento di merchandising»), avvocati, opinionisti e politici bipartisan («Una schedatura»). Ma ora anche i calciatori, i protagonisti (e non di secondo piano) del gioco, stanno scendendo in campo facendo proprie le preoccupazioni e le rimostranze, esternate dai sostenitori in manifestazioni e comunicati.
Era il 16 maggio, l’ultima domenica di campionato. La Roma aveva appena visto svanire il sogno scudetto insieme a 22.000 innamorati («Una festa bellissima», dirà, il giorno dopo, il presidente della Federcalcio Abete). Daniele De Rossi, uno che non ha paura di esternazioni scomode, uno che nella capitale chiamano Capitan futuro anche perché è un tifoso in campo, subissato da domande su arbitri e mercato, approfittava delle telecamere per mandare un messaggio a chi governa: «Qui a Verona la cornice dei nostri tifosi è stata davvero stupenda. Purtroppo uno stadio così forse non lo vedremo più perché con queste nuove leggi ci saranno più difficoltà ad andare allo stadio».
Poche ore dopo un compagno di nazionale, Angelo Palombo, si associava al suo grido preoccupato. C’era un altro clima a Genova perché la Sampdoria di Delneri aveva appena conquistato la partecipazione ai preliminari di Champions e la festa dallo stadio si era spostata nelle strade cittadine. Sul bus scoperto, tra giocatori ebbri di felicità il capitano doriano, uno che la Juve sogna per la ricostruzione e a cui gli Ultras Tito Cucchiaroni hanno scritto «Angelo con noi storia infinita, capitano a vita», sceglieva di indossare una maglietta. Non per prendere in giro i rivali in stile Materazzi, ma per rendere noto il suo pensiero sulla card, obbligatoria dalla prossima stagione per abbonamenti e trasferte. «No alla tessera del tifoso», nero su bianco, era il pensiero di Palombo.
Due nomi pesanti, due azzurri. Con un illustre precedente: nell’agosto 2009 era stato Marcello Lippi, il c.t. campione del mondo, ad affermare che «la tessera del tifoso non mi piace, è una cosa che ghettizza e mi sa di schedatura».
La scorsa settimana è stata un’altra icona del nostro calcio, Francesco Totti a prendere carta e penna per tutelare i tifosi, della Roma e non solo. E sulle colonne del Corriere dello Sport ha scritto: «Credo che tutti i tifosi abbiano il diritto di poter seguire la loro squadra del cuore in trasferta senza limitazioni, perché avere o non avere i propri sostenitori al fianco può fare la differenza. I nostri tifosi nelle ultime trasferte hanno dimostrato passione e compostezza e in tanti, veramente tanti, sono stati al nostro fianco e spero che questo possa accadere senza limiti nella prossima stagione. Una delle cose belle del calcio è quella di svegliarsi la mattina, preparare i propri figli e portarli in trasferta a seguire la squadra del cuore (...) Se i tifosi sbagliano siano sanzionati, ma devono avere la possibilità di manifestare la loro appartenenza alla nostra squadra». |
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| 31.5.10 |
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Tessera del tifoso: le ragioni di chi dice no.
Sulla tessera del tifoso, argomento ormai al centro del dibattito calcistico. Proviamo a fare chiarezza. Con spiegazioni ed opinioni, con pro e contro. Pubblichiamo la risposta alla missiva di un lettore, che Paolo Franchi, editorialista del Corriere della Sera, ha dato sul quotidiano "Il Romanista"
"Chicco Caro Chicco, Ho il doppio dei tuoi anni, ma sono anch’io un tifoso della Roma, abbonato alla Tevere da tempo immemorabile. Credo di capirti. Anch’io, proprio alla fine di un campionato indimenticabile come questo, mi chiedo se rinnovare o no l’abbonamento. E proprio per via della tessera del tifoso. Di questa tessera non condivido, prima di tutto, la filosofia. Leggo sul sito dell’Osservatorio nazionale sulle manifestazioni sportive del ministero degli Interni che si tratta di «uno strumento di “fidelizzazione” adottato dalla società di calcio» con «l’obiettivo di creare la categoria dei “tifosi ufficiali” ».
Secondo me, le società, nel nostro caso la Roma, più che adottarlo lo subiscono. Ma non è questo il punto. Esattamente come te, caro Chicco, sono fedele, fedelissimo alla Roma, nella buona come nella cattiva sorte. Ma non voglio essere “fidelizzato” d’imperio a nessuno, tanto meno dal ministero degli Interni: neanche tu, mi sembra di capire. Esattamente come te, caro Chicco, sono un tifoso della Roma. Ma senza aggettivi: non voglio essere un “tifoso ufficiale” di chicchessia. Perché mai, per sottoscrivere un abbonamento, devo richiedere, e ottenere, la cosiddetta Privilege Card?
Tu parli, come molti sul Web, degli interessi economici che sono dietro a questa e ad altre analoghe operazioni. E’ probabile che abbia ragione: di queste e altre questioni, mi dice il direttore, il Romanista si occuperà approfonditamente nelle prossime settimane. Ma intanto mi preme sottolineare che in uno Stato di diritto, quale mi ostino a credere sia l’Italia, è inammissibile la sola idea che, a differenza di tutti gli altri, ad alcuni cittadini sia richiesto, per accedere a un bene che sta sul mercato, di sottoporsi a una schedatura preventiva (perché di questo si tratta). Mi spiego. A me per esempio piace moltissimo il cinema (ma potrei anche dire il teatro, o la pizza, o quello che ti pare). E al cinema vado liberamente, pagando il biglietto o eventualmente sottoscrivendo un abbonamento, se mi va e quando mi va, a Roma e fuori Roma.
Senza che, per farlo, mi sia fatto obbligo di iscrivermi a una lista “ufficiale” di cinefili: se danneggio il locale, o faccio a cazzotti con gli altri spettatori, ovviamente mi perseguono, se no me ne torno a casa tranquillo, punto e basta. Per il calcio questa ovvietà (un’ovvietà che a parecchio da spartire con la democrazia) non vale. Niente tessera del tifoso, niente tessera dello stadio di casa, niente trasferte. So benissimo, caro Chicco, e sono certo che lo sai anche tu, che bisogna contrastare con la dovuta efficacia un teppismo e una violenza organizzata ovviamente più diffusa negli stadi, e attorno agli stadi che nei cineforum o nelle pizzerie. Vero. E non voglio nascondermi dietro un dito: so benissimo che, quando si fa, come credo sia giusto fare, dell’onesto garantismo, c’è sempre chi cerca di approfittarne per continuare, indisturbato, a comportarsi da teppista, o peggio. La condanna della violenza (di tutte le violenze, non solo di quelle degli ultras) deve essere piena e risoluta, l’impegno per debellarla pure.
Ma è anche vero, credo, che non si possono comminare, come il dispositivo della tessera del tifoso lascia sospettare, diffide a vita. Ed è pure vero, come tu ricordi, che la tessera del tifoso, già in vigore per i sostenitori milanisti, non ha impedito che Genoa-Milan si giocasse a porte chiuse per motivi d’ordine pubblico. Soprattutto, insisto, non è accettabile che, in nome di esigenze anche legittime, alcuni cittadini italiani siano, quanto a diritti e doveri, un po’ meno cittadini italiani degli altri, nella presunzione (a guardar bene la stessa ostentata dalla Moratti a proposito degli immigrati clandestini) che, quasi per costituzione, più degli altri siano inclini a delinquere. Parliamo di un pericolo, caro Chicco, che riguarda quelli come noi, gente di stadio che non vuole trasformarsi in coreografia di uno spettacolo televisivo. Ma potrebbe riguardare anche altri.
Quando vengono messi in forse i diritti di qualcuno (sempre in nome di una qualche ineludibile emergenza, è chiaro) si sa da dove si comincia, non dove si finisce. Ciao Chicco. E forza Roma.
Paolo Franchi |
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| 8.4.10 |
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CALCIO - No alla tessera del tifoso: parla l'avvocato degli Ultras
E' dal '74 che ho l'abbonamento della Roma ma la prossima stagione non lo farò più: non posso, non voglio accettare la tessera del tifoso...". Chi parla non è un ultrà. Ma è un avvocato difensore di molti ultrà (non solo della Roma, ma anche della Lazio, del Livorno, eccetera). E' Lorenzo Contucci, ormai noto nell'ambiente dei tifosi.
"Non è accettabile questa tessera che vuole imporre il ministro Roberto Maroni, e con altri colleghi avvocati stiamo studiando se e come ci si può opporre legalmente. Qui ci vorrà il nulla osta della questura anche per andare allo stadio, come ci vuole per un porto d'armi: mi sembra davvero una cosa eccessiva, no?". Contucci contesta la filosofia della tessera del tifoso: "Certo: si dice che è obbligatoria per chi vuole fare l'abbonamento e chi vuole andare in trasferta, e questo non è accettabile, ed è anche contro la legge attuale. I club fanno finta di niente ma dovrebbero opporsi perchè così rischiano di svuotare ancora di più gli stadi che sono già mezzi vuoti. Bisognerà firmare un modulo, portare la fotografia... No, grazie. Non se ne parla nemmeno: io l'abbonamento non lo faccio più e quando voglio andare allo stadio comprerò un biglietto. Spero che tanti tifosi facciano come me, così questa bella operazione commerciale andrà fallita. Che pensano di fare? In futuro vogliono mettere magari un microchip sotto la pelle dei tifosi? Non è accettabile". Molti tifosi della Roma sono con Contucci. C'è aria di rivolta. Anche perché i club, sinora, tacciono, o fanno finta di niente (tranne poche eccezioni). Eppure adesso si pianificano le campagne-abbonamenti. Non c'è informazione chiara, e già i tifosi sono costretti a incredibili slalom, e a volte a incredibili vessazioni, per poter comprare un biglietto. L'Uefa è stata chiara con la Figc: niente biglietti nominativi per la candidatura a Euro 2016. "Io sono stati a Bari-continua Contuci- per la partita della Roma, ed è stato uno spettacolo: oltre 12.000 persone e non è successo assolutamente niente. Bellissimo. Ma credono di risolvere tutto con la tessera del tifoso? Un Napoli-Roma o un Roma-Napoli non sarà più una partita a rischio? Per favore, siamo seri...". Non si capisce perché la Lega Calcio, con il suo presidente-manager Maurizio Beretta, non voglia fare chiarezza, e spiegare ai club (e quindi ai tifosi) come stanno le cose: il 9 aprile è prevista un'assemblea a Milano ma si parlerà soprattutto di soldi, come spartirsi fra i club di serie A i 200 milioni ed oltre legati al bacino d'utenza. Si litigherà di sicuro. Nessuno che si interessi dei tifosi, e dei loro problemi: e questa, lasciatecelo dire, è una vergogna. All'estero non è così.
Fonte: "www.ilfriuli.it" |
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| 24.3.10 |
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Tessera tifoso obbligatoria sarà il nuovo abbonamento
Tessera del tifoso, meglio essere chiari e spiegare ai tifosi che dalla prossima stagione la famosa "card" sarà obbligatoria per chi vuole fare l'abbonamento (anzi lo sostituirà) e sarà egualmente indispensabile per chi vorrà andare in trasferta al seguito della sua squadra del cuore e seguire la partita nel settore ospite (si può acquistare però un biglietto per un altro settore, sempre che sia disponibile). Questo non è stato detto dopo la riunione della scorsa settimana al Viminale, sinora c'è stata poca comunicazione, molta confusione che ha scatenato anche proteste di piazza: dalla prossima stagione calcistica, i club saranno obbligati a sostituire l'abbonamento con la tessera del tifoso (che in più ha la fotografia, tanto chi fa l'abbonamento è già costretto a dare i suoi dati anagrafici e quindi cade l'ipotesi di un'ulteriore schedatura).
I tifosi che non accettano, non potranno avere l'abbonamento. Viminale e Lega Calcio dovrebbero fare chiarezza. Non è una cosa facoltativa, interessa decine di migliaia di persone. Inoltre, merita ricordare come non potranno avere la tessera le persone con Daspo o misura di prevenzione in vigore, nonchè i condannati per i reati da stadio negli ultimi 5 anni (in questo caso il periodo di Daspo scontato è decurtato dai 5 anni). Prima si spiega, meglio è.
I club si stanno attrezzando: Milan, Inter e Siena già lo hanno fatto, Fiorentina e Juventus sono a buon punto. Gli altri, non hanno alcuna alternativa (e speriamo solo che nessuno ci speculi).
Ci è stato assicurato, da fonti del Viminale, che stavolta non ci saranno più deroghe. Il ministro Roberto Maroni non farà alcun passo indietro. Dopo il summit dell'altro giorno, ora sono previsti tavoli tecnici, e un'altra riunione (l'ultima?) più avanti. Bisogna trovare soprattutto un sistema, anche informatico, che sia compatibile in tutti gli stadi: ogni impianto infatti avrà dei varchi dedicati ai possessori della tessera del tifoso. E che succederà con le trasferte proibite? Dovrebbero essere pochissime, in tutto circa una decina all'anno, mentre ancora in questa travagliata stagione ci sono stati numerosi stop che hanno colpito soprattutto i tifosi di Atalanta, Roma, Napoli e Genoa. Così come in futuro non ci dovrebbero più essere quelle restrizioni, sovente assurde, nella vendita dei biglietti (solo residenti in Regione, o provincia, un tagliando a testa, niente stranieri, eccetera) che hanno scatenato sovente le proteste di tifosi. O, almeno, diciamo che le restrizioni dovrebbero diminuire di molto. Tutto dovrebbe essere più facile con la tessera del tifoso. Che sarà gratis, o a basso costo. Anche perchè, non dimentichiamolo, interesserà i sostenitori più fedeli. Un esempio, per capire meglio: il Casms ha chiuso la trasferta a Bologna ai tifosi della Roma dopo gli incidenti di Livorno. Cosa sarebbe successo se la tessera del tifoso fosse già stata in vigore? La trasferta sarebbe stata aperta.
Ma la tessera dovrà essere revocata a chi viene scoperto a commettere incidenti, o devastazioni sui treni, o saccheggi negli autogrill.
Chiaro? Lo speriamo. Così come speriamo che, come promesso, prima o poi vogliono ascoltare anche la voce dei tifosi. Coraggio dunque. E preparate le foto tessera per fare l'abbonamento...
Quindi dal prossimo anno se voglio abbonarmi, devo chiedere il permesso al Ministero dell'Interno. E se il Ministero dell'Interno dice che non posso abbonarmi alla Roma, non lo posso fare! Bene, siccome il permesso non lo chiedo proprio a nessuno, tantomeno al Ministero dell'Interno per far lucrare i soliti noti e poiché ho la possibilità di comprare il biglietto per le partite interne della Roma invece di farmi l'abbonamento, farò così:
invece di dare 880 euro in anticipo e in contanti all'A.S. Roma, non gli dò assolutamente nulla; probabilmente mi vedrò comunque tutte le partite, ma comunque se mi andrà ci andrò, se non mi andrà non ci andrò;
invece di pagare un abbonamento per la Tribuna Tevere Centrale - in uno stadio spesso semivuoto - mi comprerò domenica per domenica (oooops: sabato per domenica, venerdì per lunedì, sabato per lunedì) un biglietto per la Tribuna Tevere Laterale parterre e poi mi andrò a sedere in Tribuna Tevere Centrale perché nel parterre non si vedono le linee del campo. Spenderò nel complesso una cifra forse anche inferiore a 880 euro e usufruirò dello stesso servizio; per le trasferte, quando mi andrà di andarci (prima o poi i figli crescono....), andrò in un altro settore, diverso da quello dedicato agli ospiti; quando ci saranno limitazioni alla trasferta, con vendite dei biglietti limitate ai residenti, mi farò un bel week end con la mia famiglia e se andassero - semplicemente - affanculo.
E' chiaro che il progetto devastante della tessera del tifoso fallirà se - economicamente - lo stesso non avrà seguito.
Quindi, chi può, resista. Facciamo crollare gli abbonamenti a costo di qualche sacrificio personale per un anno o anche due, altrimenti la prossima volta ci diranno che dovremo concedere al ministro lo jus primae noctis per potere vedere le nostre squadre.
Fonte: asromaultras.org |
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| 29.01.10 |
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Tessera del Tifoso: il Siena è il primo club ad applicarla
«Per la prima volta viene realizzata la tessera del tifoso completa in tutte le sue parti e conforme a tutte le specifiche richieste dall'Osservatorio Nazionale sulle Manifestazioni Sportive e dal Ministero dell'Interno» e permetterà ai tifosi di seguire la squadra anche in quelle trasferte dove esistono restrizioni. A presentare 'Robur senesè il questore di Siena Massimo Bontempi insieme a Valentina Mezzaroma, consigliere di amministrazione della società bianconera. «Obbligatoria dal prossimo anno, la tessera permetterà ai nostri tifosi di accedere in tutti gli stadi, senza perquisizioni (???) - dice Mezzaroma -. Siamo fieri di essere in anticipo rispetto alle altre società. Il costo? Da stabilire, ma per gli abbonati sarà gratuita da subito e l'anno prossimo sostituirà l'abbonamento stesso».
In questo periodo sperimentale fino a maggio, la tessera servirà per seguire il Siena in trasferta anche in presenza di eventuali restrizioni, e per usufruire di agevolazioni commerciali. Per legge, dall'anno prossimo sarà necessaria per entrare nel settore ospiti di qualsiasi stadio, trovando l'opposizione dei movimenti Ultras che parlano di schedatura. «In realtà è come quando si chiede una carta di credito: se hai un'insolvenza bancaria non te la danno - risponde Bontempi (per noi non è proprio la stessa cosa...) -. Non è un programma di schedatura, non è un provvedimento di polizia, è un esempio di partenariato tra pubblico e privato. È una corsia privilegiata come il Telepass (non è vero è obbligatoria). Già da domenica lo stadio di Siena ha due tornelli in grado di supportarla».
La novità però non trova l'appoggio dei tifosi: «Non è questione di essere favorevoli o contrari, ormai la decisione è stata presa e ne prendiamo atto. Non la vedo come una schedatura o una repressione, solo come un provvedimento assolutamente inutile», dice Lorenzo Mulinacci, presidente del Siena Club Fedelissimi. «A che serve la schedatura, se ci sono già delle leggi che devono essere applicate? - gli fa eco Pietro Poggi, rappresentante della Curva Robur, la cui posizione è ancora più radicale -. Siamo contrari, come tutte le curve d'Italia. Io sono incensurato e ne vado fiero, non ho alcuna intenzione di essere schedato se la mia unica colpa è andare allo stadio. A titolo personale ho deciso che non farò più l'abbonamento, non andrò più in trasferta e farò tutte le settimane il biglietto pur rimettendoci: non voglio essere privato della libertà di fornire i miei dati» |
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| 19.01.10 |
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Un aggiornamento sulla maledettissima "Tessera del Tifoso".
1) il Tar Lazio ha fissato per domani 14 gennaio 2010 la prima udienza del ricorso corredato da 270 firme e presentanto contro il Ministero degli Interni, per l'annullamento del decerto ministeriale 15.08.2010 regolamentativo del progetto "Tessera del Tifoso". Domani non vi sarà alcuna decisione, che sarà riservata ad un'udienza succesiva e probabilmente in primavera.
2) gli onorevoli Frassinetti, Perduca, Paverini hanno aggiornato il pool di avvocati che segue questo caso sul procedere dei lavori parlamentari, per l'abrogazione dell'art. 9 legge 41/07 e sembra che la discussione in aula si terrà nel mese di aprile. Attendiamo ovviamente una conferma più precisa. |
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| 07.11.09 |
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Articolo tratto da CalcioPress.net a firma Sergio Mutolo.
Tessera del tifoso verso il flop come era previsto e prevedibile? Parrebbe proprio di si, visti gli ultimi sviluppi.
Va sottolineato che il documento, fortemente voluto dal Ministro dell’Interno Roberto Maroni, non ha avuto vita facile fin dalla sua nascita.
Immediata la contestazione, con toni duri quanto civili, dei gruppi organizzati. Che hanno dato vita a due manifestazioni nazionali a Roma, dopo una riunione preparatoria a Latina. Ampio e trasversale lo schieramento degli opinionisti critici verso il provvedimento, anche sulla scorta di fondate riflessioni sulla sua oggettiva legittimità. Infine, notizia di ieri, la richiesta ufficiale dei club di serie A e B di proporre un’istanza per posticiparla quanto meno alla stagione 2010-2011.
Maurizio Beretta, il presidente di Lega che ha avuto mandato dai club che rappresenta di avanzare la richiesta di differimento, si è dichiarato molto fiducioso sul suo accoglimento considerato l’orientamento costruttivo della richiesta.
Ma non finisce qui. C’è infatti la manifesta intenzione della LNP di chiedere l’insediamento di una commissione mista, composta da membri della Lega Calcio e del Ministero degli Interni, allo scopo di proporre miglioramenti e integrazioni all’attuale normativa (ritenuta, di fatto, inaccettabile dalle parti in causa nella sua attuale formulazione).
Insomma, la Tessera del tifoso si sta di fatto avvitando su se stessa e sta (fortunatamente) per impantanarsi da sola. Non si vede proprio come sia ragionevolmente ipotizzabile farla entrare in vigore dal gennaio del prossimo anno, secondo le (pie) intenzioni del ministro Maroni.
Va ancora considerato che la quasi totalità dei tifosi non organizzati, che dovrebbero essere gli utenti finali del documento, non ha affatto compreso quale sia lo scopo di uno strumento visto come un ulteriore paletto (dopo biglietti nominativi e tornelli) messo sulla loro strada per frenarne ulteriormente l’accesso negli stadi. In trasferta e non.
Resta infine da osservare che le leggi vigenti in materia di ordine pubblico, come pure quelle che regolano il controllo dell’afflusso degli spettatori all’interno degli stadi, sono già molto restrittive e comunque tali da svuotare pericolosamente gli impianti (divenuti, in certi casi, vere e proprie cattedrali nel deserto).
L’auspicio è che lo stop richiesto dalla serie A e serie B sia la spallata finale a questo (incoerente) progetto. Una presa di posizione, quella della LNP, che giunge davvero a proposito e contribuisce a bloccare un provvedimento dai contorni vagamente liberticidi. Un boomerang per la crescita del sistema calcio, già alla deriva per suo conto in ordine a tante (troppe) altre ragioni di natura strutturale e finanziaria.
Ci mancava solo la Tessera del tifoso, una curiosa (discutibile) iniziativa tutta italiana e sconosciuta negli altri Paesi della UE, per affossare definitivamente lo sport più amato nel Bel Paese. |
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| 28.09.09 |
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E bravo il nostro Paron.
UDINESE - Pozzo: la tessera del tifoso è un doppione
Scritto da Monica Valendino
lunedì 28 settembre 2009
«La tessera del tifoso è inutile, con i biglietti nominali i controlli ci sono già, la tessera è un doppione». Il patron dell'Udinese Gianpaolo Pozzo, ai microfoni di Radio Anch'io lo sport, boccia senza mezzi termini la novità in arrivo da gennaio. «La tessera non è nata per dare maggiori servizi - ha proseguito - ma a complicare la vita ai tifosi. I controlli si possono fare già con i dati dei biglietti nominativi. La novità dovrebbe essere solo una comodità in più, non un obbligo. Allora ci diano la possibilità di prenderla facoltativamente». A Pozzo ha risposto il presidente della Federcalcio Giancarlo Abete, che invece ha definito «opportuna» l'introduzione della tessera. Anche se ha ammesso che «la vera rivoluzione è stato il biglietto nominativo. La tessera è un'opportunità per servizi aggiuntivi». Quanto ai dubbi che continuano a sollevarsi da più parti ha spiegato: «C'è una situazione complessa nel rapporto fra club e gruppi di tifosi» chiarisce il n.1 della Figc, che ha aggiunto che le società, che non sono abituate a dare servizi personalizzati, non hanno nè gli stadi nè una struttura organizzativa idonei«. E sulla richiesta di non obbligatorietà dei club: »Hanno difficoltà a superare ad accettarne la logica senza cedere alle intimidazioni di gruppi di tifosi che in realtà tifosi non sono«. A Pozzo ha risposto anche il segretario dell'Osservatorio nazionale per le manifestazioni sportive Roberto Massucci: »Per la polizia il biglietto nominale è sufficiente ma per le società sportive è insignificante. Il calcio condivide il nuovo progetto - ha concluso - deve solo renderlo più accattivante«. |
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| 08.09.09 |
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Di questo passo immaginatevi dove andremo...
Fonte: "www.repubblica.it"
La tessera del tifoso anche per seguire la nazionale. L'iniziativa è stata annunciata dalla Figc con un comunicato, in cui si precisa che il progetto verrà presentato domani dal presidente Giancarlo Abete, dal vicepresidente Demetrio Albertini e dal direttore generale Antonello Valentini in una conferenza stampa in programma a Torino. Il progetto viene definito "la creazione di una grande comunità di appassionati e tifosi che si riconoscano nei valori positivi del calcio e accompagni gli azzurri e tutte le squadre nazionali nei loro impegni in Italia e all'estero. Chi aderirà al Fan Club - specifica il comunicato della Figc - riceverà una 'card del tifoso della Nazionale' alla quale saranno collegati vari servizi di fidelizzazione". |
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| 07.09.09 |
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Oggi questa tessera, domani quale tessera?
Sabato scorso il nostro gruppo ha preso parte, assieme ad "Ultras" e "Collettivo", ad un altro incontro organizzato a Roma per discudere sulla spinosa questione "tessera del tifoso" e su che iniziative comuni intraprendere per contrastarla. Nella stessa sala in cui avevamo presenziato al primo incontro si sono seduti i rappresentanti di circa 130 tifoserie che hanno redatto il volantino che pubblichiamo di seguito. I gruppi bianconeri presenti hanno dato il loro appoggio ad una serie di iniziative atte a sensibilizzare l'opinione pubblica che verranno riportate per conoscenza agli altri gruppi della nostra curva e tramite un comunicato ufficiale, nei prossimi giorni, a tutta la tifoseria friulana. Ci auguriamo di non dover intraprendere questa difficile battaglia da soli ma tutti uniti. |
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| 06.09.09 |
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Tessera del tifoso, Perduca-Staderini: inutile, dannosa e anticostituzionale. Calcio laboratorio per nuove forme di controllo sociale. Dichiarazione di Marco Perduca, senatore Radicale eletto nelle liste del PD e di Mario Staderini, della Direzione di Radicali Italiani (ma non è questione di schieramenti politici ma di democratica intelligenza).
Roma, 5 settembre 2009
La “tessera del tifoso” è inutile e dannosa, oltre che anticostituzionale. Dunque, per assistere ad una partita di calcio un qualsiasi cittadino dovrà essere previamente schedato e ricevere il nulla osta della Questura.
Una cosa impensabile in uno Stato liberale di Diritto, ancor più grave considerato che l’autorizzazione sarà negata anche a chi sia stato giudicato innocente nelle aule di tribunale.
La verità è un’altra: venti anni di leggi d’emergenza e di sospensione della Costituzione hanno trasformato il calcio in un laboratorio dove sperimentare nuove forme di controllo sociale.
E, di fatto, a tutelare gli interessi delle oligarchie che controllano il grande circo calcistico, quarta industria italiana per fatturato.
Noi Radicali della Rosa nel Pugno ci battemmo in Parlamento, da soli, contro l’approvazione della legge Amato, ultimo atto della peste italiana in salsa sportiva. Chiediamo ora al Ministro Maroni di non arroccarsi in un ottuso statalismo illiberale e poliziesco: occorre una soluzione di continuita' con le politiche sin qui seguite e riportare la disciplina nell'alveo della legalità. |
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| 01.09.09 |
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Da Repubblica.it
Weekend abbastanza tranquillo negli stadi e dintorni: prosegue la tolleranza zero. Questure particolarmente attente e pochissimi problemi. I tifosi del Cagliari ora resteranno a casa. Tessera del tifoso: anche il vulcanico Zamparini ha cambiato idea, si sta muovendo pure il Palermo con la Lottomatica. Ci sono segnali confortanti, tante società stanno studiando come mettersi in regola entro fine anno. Al Viminale, dopo un inizio pieno zeppo di polemiche, ora sono più soddisfatti. Da gennaio niente trasferte per chi non avrà la tessera, non sono previste più deroghe
Continua a stringersi la tenaglia della incostituzionalità. Dobbiamo correre ai ripari e farlo il prima possibile. I gruppi della Nord stanno organizzando una iniziativa comune di sensibilizzazione e informazione. Seguite questo sito per tutte le informazioni in merito. |
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| 20.08.09 |
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Continua il Maroni Show.
A partire dal prossimo primo gennaio gli appassionati di calcio potranno seguire la loro squadra in trasferta solo se muniti della tessera del tifoso. Lo ha annunciato il ministro dell'interno, Roberto Maroni, nella conferenza stampa al Viminale al termine della riunione del comitato nazionale per l'ordine e la sicurezza. Proprio oggi il ministro ha firmato una direttiva indirizzata a prefetti e questori che contiene disposizioni per la stagione calcistica 2009/2010. A partire dal prossimo campionato, ha spiegato Maroni, «tutte le società dovranno garantire il rilascio della tessera del tifoso a chi la richiede. Entro il 31 dicembre, in ciascun settore dello stadio dovranno essere attivate corsie più veloci, una sorta di telepass, per chi ha la tessera. Per chi non la possiede i controlli saranno più rigorosi». «Spero che queste misure coercitive - ha proseguito Maroni - servano a vincere la resistenza immotivata di alcune società calcistiche che non vogliono dotarsi della tessera del tifoso»
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ROMA - Tutte le società di calcio nei prossimi mesi dovranno garantire ai supporter che ne faranno richiesta la cosiddetta "tessera del tifoso", unico modo per poter andare a seguire i club in trasferta dal 2010. Lo ha detto oggi il ministro dell'Interno Roberto Maroni.
"Tutte le società di serie A e B e della Lega Pro dovranno garantire obbligatoriamente il rilascio della tessera del tifoso", ha spiegato il ministro in una conferenza stampa, al termine di un incontro del Comitato per l'ordine e la sicurezza alla presenza del premier Silvio Berlusconi.
"Entro il 31 dicembre in ciascun settore (degli stadi) dovranno essere previste corsie dedicate più veloci, una sorta di viacard, per chi la ha tessera dal tifoso. Chi ha l'abbonamento ma non la tessera dovrà sottostare a controlli molto rigorosi", ha sottolineanto Maroni.
Inoltre, "dal primo gennio 2010 le società potranno vendere o cedere biglietti nei settori ospiti solo a chi ha la tessera del tifoso. Chi non ce l'ha non potrà seguire la squadra in trasferta".
La tessera del tifoso, si legge sul sito dell'Osservatorio nazionale sulle manifestazioni sportive del Viminale, è considerato uno strumento di fidelizzazione, già adottato all'estero, che punta a creare la categoria dei "tifosi ufficiali" e a migliorare la sicurezza negli stadi.
La tessera deve essere rilasciata dalla società sportiva previo nulla della Questura competente, che dovrà comunicare eventuali impedimenti per l'emissione.
Secondo l'Osservatorio, la tessera "garantisce l'aumento degli standard di sicurezza del pubblico", perché esclude dagli impianti i soggetti condannati per "reati da stadio".
Terminamo con le dichiarazioni del Ministro Maroni sulla tessera del tifoso: lo stesso ha dichiarato che chi non avrà la suddetta tessera dal 1° gennaio 2010 non potrà più andare in trasferta.
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Sembrava che l'incubo "tessera del tifoso", almeno per questo campionato fosse stato scongiurato ed invece arriva l'ultima trovate del sig. Maroni che della "tessera del tifoso" pare ne abbia fatto un caso tutto personale, un piccolo sfizio che si vuole togliere per non perdere la faccia. La nostra protesta e la nostra volontà di informare più cittadini italiani possibile non si placherà. Continuano le manifestazioni di dissenso nella nostra penisola segno di un malumore generale le cui motivazioni non vanno ricercate solo negli impianti sportivi. Non è possibile subire classificazioni in base al possesso o meno di un pezzo di plastica nel portafoglio e non si può privare della libertà chi ha già pienamente scontato la sua pena (...).
E' possibile che il sig. Maroni faccia una cosa del genere, ma perchè ciò possa avvenire deve essere fatta una riforma della legge antiviolenza. Attualmente il modo per limitare le trasferte è stato quello della vendita dei biglietti per la partita ai soli residenti e solo se la partita è giudicata a rischio.
La legge attuale nulla dice in ordine al fatto che se non si ha la "tessera del tifoso" non si può andare in trasferta. |
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| 07.08.09 |
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Dalla rubbrica Spy Calcio a cura di Fulvio Bianchi (Repubblica.it).
''Niente tessera del tifoso, niente trasferta'': il ministro Roberto Maroni per oltre un anno aveva minacciato di prendere provvedimenti pesanti ma adesso è costretto ad un rapido dietrofronf. Una figuraccia. I club, di serie A come di B, sono stati compatti nel bocciare la tessera. Non parliamo poi dei tifosi che hanno tappezzato le città di manifesti. Maroni ha convocato le società di calcio al Viminale, ma non i rappresentanti delle tifoserie. Ha promesso un provvedimento entro fine luglio. Niente. Si aspettava una sua decisione per lunedì scorso. Silenzio. E adesso la questione finisce nelle mani di Osservatorio e Casms. Toccherà a loro decidere di partita in partita, valutando il grado di rischio. E in qualche occasione potrà andare in trasferta anche chi non avrà la preziosissima card (che diranno Milan e Inter, uniche società che si sono messe in regola?). Verranno riaperte le trasferte anche ai tifosi del Napoli che la prima di campionato potranno andare a Palermo: è dal 31 agosto scorso che non possono mettere il naso fuori casa. In quella data ci furono gli incidenti all'Olimpico con la Roma, il famoso treno fantasma, tante strumentalizzazioni e bugie. I napoletani hanno pagato molto più caro di altre tifoserie: vero che ci sono alcune centinaia di ultrà che hanno creato sovente disordini in trasferta ma è impossibile bloccarli? Ci vuole coraggio e soprattutto coerenza. Inutile fare proclami tipo quello di Maroni, se poi si è costretti a rimangiarseli. Tanto vale esaminare gara per gara e magari rivedere con calma tutta la normativa della tessera del tifoso, e soprattutto quell'articolo 9 che secondo alcuni è a rischio costituzionalità. |
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| 03.08.09 |
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Un articolo da www.repubblica.it. Si parla ancora di tessera del tifoso.
Se è coerente con quanto ha detto e ripetuto da ormai un anno, il ministro Roberto Maroni la prossima settimana vieterà le trasferte a chi non avrà la tessera del tifoso. Maroni si è incontrato prima coi club di A e, ieri, con quelli di B: un flop totale. Le società, salvo poche eccezioni che vedremo più avanti, non ne vogliono sapere. "Troppo costosa", "troppa burocrazia", sostengono i club.
Tacita l'alleanza con i tifosi: la stragrande maggioranza di questa card, voluta per combattere la violenza negli stadi e dintorni, non ne vogliono proprio sapere. Molti ultrà hanno anche attaccato alcuni manifesti, "no alla tessera del tifoso". Non è certo un reato manifestare la propria opinione: in realtà i tifosi temono una ulteriore schedatura (ma in realtà chi fa l'abbonamento di fatto già è schedato...) e soprattutto non accettano che venga escluso dal possesso della tessera chi ha commesso (e magari già scontato la pena) reati da stadio negli ultimi cinque anni. Ma di modifiche alla normativa non si è parlato mai e così ecco l'irrigidimento di club e tifosi.
In serie A solo due club sinora hanno fatto la tessera del tifoso: l'Inter oltre 40.000 e il Milan oltre 150.000. Il Milan le ha spedite a casa lo scorso anno: erano sperimentali e senza foto, ma sono state ritenute valide dal club di Adriano Galliani e Maroni, tifoso doc del Milan, non ha detto assolutamente nulla. Da quest'anno il club rossonero si è messo i regola con la normativa. E gli altri club? Nelle recente riunione al Viminale, Giancarlo Abete, n.1 della Figc e commissario della Lega Calcio, aveva garantito che altri 8-9 club in serie A erano pronti a mettersi in regola per l'inizio del campionato. Si è fatta viva la Juventus, ma delle altre società non c'è traccia. La Fiorentina ha dato mandato ad una banca ma le tessere non saranno certo pronte per l'inizio del campionato. Silenzio a Napoli dove i tifosi dopo la trasferta dello scorso anno a Roma (31 agosto 2008, prima giornata) sono stati messi al bando da Maroni e non si sono più mossi da casa.
Per la verità ci sono anche problemi al San Paolo tanto che Aurelio De Laurentiis di recente ha incontrato il prefetto Pansa: troppa gente entra senza pagare, il patron del Napoli sta pensando di sostituire gli steward (di cui evidentemente si fida poco) con qualche decina di guardie giurate da lui stipendiate. Ma il caso Napoli non è stato risolto nemmeno dal nuovo questore. Un fallimento totale, insomma, la tessera del tifoso. In B silenzio come in A: la farà l'Albinoleffe e forse il Vicenza. Gli altri club anche importanti come Torino e Lecce non ne vogliono sapere.
Che farà Maroni? Il capo della polizia, Antonio Manganelli, aspetta disposizioni. Verranno bloccate tutte le trasferte a chi non ha la tessera oppure Osservatorio e Casms dediceranno di partita in partita? Qualsiasi decisione verrà presa, porterà polemiche. Ma il ministro può fare marcia indietro? A giorni sapremo. |
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| 12.07.09 |
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Di seguito il documento che un pool di avvocati ha inoltrato in Parlamento e che ogni società di calcio dovrebbe leggere per capire effettivamente cos'è la Tessera del Tifoso nella sua formulazione attuale.
TESSERA DEL TIFOSO...
1. STORIA
Gli anni '80 in Inghilterra evidenziano l'aumento della repressione nei confronti dei cosiddetti hooligans, aumento attuato attraverso tre vie: l'inasprimento delle leggi per i reati commessi in occasione o a causa di manifestazioni calcistiche, l'irrigidimento dei magistrati di fronte a reati di questo tipo, l'introduzione della “membership card”.
Sotto il primo profilo la condotta criminosa cominciava ad essere inquadrata secondo parametri edittali di pena diversi a seconda del contesto in cui veniva posta in essere: lanciare una monetina a Trafalgar Square comportava una multa di una manciata di £, mentre lanciarla allo Stanford Bridge (stadio del Chelsea FC) comportava una pena detentiva ed un giudizio accelerato che in Italia chiameremmo “per direttissima”.
Parimenti iniziava a cambiare anche l'applicazione in concreto della pena: se nel corso degli anni '70 l'arrestato allo stadio riacquistava la libertà dopo una notte in cella di sicurezza e con il pagamento di una multa, ecco che la rissa tra Manchester United e West Ham sul traghetto diretto in Europa veniva per la prima volta punita con sei anni di reclusione (sentenza storica che ha fatto però da punto di riferimento per molte altre successive pronunce).
Il Chelsea FC fu società pilota nell'introduzione della “membership card”: una sorta di affiliazione al grande mondo dei Chelsea fans che nella sua concretezza, però, diventava un presupposto indefettibile per acquistare l'abbonamento alla stagione sportiva oppure il biglietto per la singola partita. Trattandosi di una sorta di contratto normato dalla disciplina civilistica britannica, la società Chelsea FC poteva rifiutarsi di concedere la “membership card” a singoli tifosi che risultavano non graditi, ad esempio, per pregresse intemperanze o comportamenti connotati da violenza/ubriachezza.
2. COS'E' LA TESSERA DEL TIFOSO?
Esteticamente appare come un vero e proprio bancomat/carta di credito. Ha la funzione di regolamentare preventivamente l'accesso agli stadi.
Solo chi ha i requisiti necessari per acquistare la tessera del tifoso, poi potrà avere il diritto di acquisire l'abbonamento stagionale o il biglietto per la singola partita.
Sotto il profilo strettamente giuridico è un contratto tra singolo tifoso e società organizzatrice dell'evento sportivo che può essere la stessa società sportiva (ad es. Udinese Calcio) o la società di capitali preposta (ad es. Milan Entrateinment spa).
E' chiaro che l'intenzione in seno al Ministero degli Interni ed alle Federazioni professionistiche italiane sia quello di diffondere il più possibile la tessera a partire dalla prossima stagione. Così il Ministro Maroni (31/10/08): "In futuro si dovrebbe entrare allo stadio solo con l'abbonamento o con questo tesserino che garantisce chi è il tifoso - ha spiegato il ministro -. Vogliamo che tutte le squadre facciano investimenti in questo senso: capisco che è un sacrificio, ma noi le supporteremo e non accadra' che all'ultimo giorno qualcuno chieda un rinvio. Se le squadre non daranno seguito al progetto rimarranno penalizzate". Lombardo LegaPro (22/04/09) “sarà ufficialmente adottata dalla prossima stagione”.
Incuriosiscono le dichiarazioni di Macalli (Presidente LegaPro) -21/04/09-: “Abbiamo 15 stadi a norma in Prima Divisione e 10 in Seconda Divisione, speriamo di risolvere il problema sicurezza negli stadi con la Tessera del Tifoso”. Cioè: risolviamo il problema sicurezza diminuendo l'afflusso allo stadio....
3. COME LA DIPINGONO?
Dalle determinazioni dell'osservatorio Nazionale sulle Manifestazioni Sportive e sul sito della prima Tessera del Tifoso già in vigore (Cuore Rossonero per l'AC Milan) emerge l'intento di “creare una tifoseria selezionata”, di non far subire ai “veri sportivi” le restrizioni sulle trasferte (già applicato per Atalanta- Inter , Napoli- Milan e Catania- Milan ad es. ove hanno potuto seguire la squadra in trasferta solo i tifosi muniti di Tessera del Tifoso), di rafforzare la fidelizzazione al club di appartenenza con accumulo di punti ed agevolazioni per acquisti d biglietti futuri o altri premi (stumento di loyalty).
4. I FONDAMENTI NORMATIVI DELLA TESSERA DEL TIFOSO
Troviamo l'articolo che, di fatto, istituisce la Tessera del Tifoso all'interno della Legge Amato (art. 9 L. 41/2007), ma vi sono importanti spunti applicativi anche nelle determinazioni dell'Osservatorio dd 23/04/08 e 31/10/08. Infine il Milan Entrateinment spa ha regolamentato ulteriormente sulle pagine del sito Cuore Rossonero la prima tessera di fidelizzazione italiana.
Art. 9 Legge Amato (41/07)
“E' fatto divieto alle società organizzatrici di competizioni riguardanti il gioco del calcio, responsabili dell'emissione, distribuzione, vendita e cessione del titolo di accesso di cui al DM 06/06/05 del Ministro dell'Interno, pubblicato sulla G.U. n. 150 del 30/06/05, di mettere, vendere o distribuire titoli di accesso a soggetti che siano stati destinatari di provvedimenti di cui all'art. 6 della legge 13 dicembre 1989 n. 401 ovvero a soggetti che siano stati, comunque, condannati, anche con sentenza non definitiva, per i reati commessi in occasione o a causa di manifestazioni sportive”.
Sembra chiaro dal tenore letterale dell'articolo che il tifoso che in passato è stato raggiunto da DASPO o che è stato condannato per reati “da stadio” anche con una sentenza non definitiva non potrà mai più acquistare la Tessera del Tifoso e di conseguenza mai più accedere allo stadio.
La formulazione dell'art. 9 l. 41/07 fa sorgere numerose perplessità e non permette di chiarire quale sia stata effettivamente l'intenzione del legislatore.
Saltano in mente subito una serie di quesiti che la semplice lettura dell'articolo non permettono di risolvere: è giusto che un tifoso, raggiunto da DASPO della durata di un anno nel lontano 1991 e regolarmente scontato, non possa, oggi, acquistare la Tessera del Tifoso? Cosa succede, invece, ai tifosi daspati in passato e che magari hanno vinto il ricorso al Tar con conseguente annullamento del divieto d'accesso allo stadio? Possono comprare la tessera coloro i quali hanno avuto una sentenza di condanna di primo grado (ad es. per lancio pericoloso di oggetti allo stadio) ma poi sono stati assolti dalla Corte d'Appello o dalla Corte di Cassazione? Potrà ancora entrare in uno stadio chi ha patteggiato la pena?
Una lettura così severa dell'art. 9 però sembra smentita dalle determinazioni dell'Osservatorio e dal Regolamento applicativo di Cuore Rossonero che correggono il tiro indicando come esclusi dalla possibilità di acquistare la Tessera del Tifoso solo coloro che hanno in corso al momento dell'acquisto un DASPO (e la cosa è ovvia...) ma non aggiungono nulla sul punto sentenze di condanna anche non definitive.
Così nel documento finale denominato “Programma Tessera del Tifoso” approvato dall'Osservatorio il 23/04/08, a pag. 17 in relazione alle esclusioni: “coloro i quali siano destinatari di provvedimenti di divieto d'accesso allo stadio o condannati anche in via non definitiva per reati da stadio”. Importante che sia stato scritto “siano destinatari” e non “siano stati destinatari” come nell'art. 9 legge Amato.
Così all'interno del Regolamento di Cuore Rossonero: “L'abbonamento non sarà emesso a: -soggetti che sono sottoposti a provvedimenti di cui all'articolo 6 della legge 13 dicembre 1989, n. 401 (cosiddetto DASPO), - soggetti che siano stati condannati, anche con sentenza non definitiva, per reati commessi in occasione o a causa di manifestazioni sportive”.
Così il dott. Masucci (O.N.M.S) in una intervista a Il Romanista: “Per i DASPO parliamo invece solo di quelli in atto”.
Ma al di là delle singole interpretazioni da parte, il dato normativo dell'art. 9 l. 41/07 è chiaro e non ammette deroghe: chi ha avuto in passato una diffida o chi è stato condannato anche nel solo primo grado non potrà più acquistare la Tessera del Tifoso.
E' utile chiarire che saranno le locali Questure a comunicare alle società i soggetti che non potranno comprare la Tessera del Tifoso (è probabile che ad ogni richiesta di acquisto la società invii il nominativo in Questura per uno screening sulla sua “carriera” di tifoso). Verrà redatta una black list che sarà aggiornata progressivamente. I possessori della Tessera del Tifoso che dovessero macchiarsi di condotte antisportive durante la stagione in corso subirebbero l'immediata revoca tramite lettera racc ar che ne intima la restituzione e successivamente attraverso la smagnetizzazione della stessa ..
5. I PROFILI DI CRITICITA' DELLA NORMA
La Tessera del Tifoso diviene così una sorta di “schedatura di massa” e provocherà una traumatica eliminazione della stragrande maggioranza degli ultras. Al di là dell'enfasi: giuridicamente reintroduce cupi profili eliminati da tempo dal nostro ordinamento con l'abrogazione della “pericolosità presunta” e contestualmente raggira ogni dimensione temporale data dalla legge stessa al DASPO.
Per capire cosa accadrà dobbiamo fare degli esempi:
L'art. 6 c. 5 della legge 401/89 afferma che il divieto d'accesso agli stadi dura da uno a cinque anni e l'esatta determinazione della durata spetta al Questore in forza del suo potere discrezionale.
Lo stesso comma afferma che in caso di intervento dell'autorità giudiziaria (proscioglimento, archiviazione, assoluzione etc...) nel procedimento penale presupposto del DASPO lo stesso decreto questorile di divieto d'accesso agli stadi deve essere revocato .
Ora, se passa la tesi dell'art. 9 l. 41/07 nessuna persona che ha avuto un DASPO potrà mai acquistare la Tessera del Tifoso e pertanto si trova DIFFIDATO A VITA, anche se ha scontato regolarmente la diffida ad es. otto anni prima. Il tutto “in barba” all'art. 6 c. 5 l. 401/89 che indica la durata massima del DASPO e rassicura il tifoso innanzi ad eventuali errori della Polizia (in sostanza, se ti assolve il Giudice ti faccio revocare il DASPO e torni subito allo stadio....).
Se passa la tesi più rigida prevista dall'art. 9 l. 41/07 si avranno altri incredibili esempi di DIFFIDATI A VITA:
chi ha patteggiato un reato da stadio (sebbene non sia una condanna in senso stretto),
chi è stato condannato in primo grado ma assolto in Appello o in Cassazione,
chi è stato “daspato” ma poi assolto nel procedimento penale innanzi al Giudice o archiviato dal PM,
chi è stato diffidato ed ha vinto il ricorso al TAR o al Consiglio di Stato,
chi è stato diffidato per tre mesi (possibile fino all'introduzione del nuovo art. 6 c. 5 con la Legge Amato) e non aveva interesse ad impugnare poiché il periodo sarebbe decorso durante la pausa dei campionati....
chi non è mai stato enunciato o condannato e nemmeno raggiunto da un DASPO ma subisce di punto in bianco la notifica di una diffida cosiddetta “preventiva” basata sull'ultimo capoverso dell’art. 6 c. 1 l. 401/89 come introdotto dalla Novella Amato: “Il divieto di cui al presente comma può essere, altresì, disposto nei confronti di chi, sulla base di elementi oggettivi, risulta avere tenuto una condotta finalizzata alla partecipazione attiva ad episodi di violenza in occasione o a causa di manifestazioni sportive o tale da porre in pericolo la sicurezza pubblica in occasione o a causa delle manifestazioni stesse”,
6. CHE FARE?
Modificare l'art. 9 l. 41/07 disponendo che la tessera del tifoso non possa essere rilasciata a coloro i quali hanno DASPO in corso o a chi ha subito condanne per reati da stadio negli ultimi 5 anni purchè non abbia già scontato il DASPO per lo stesso episodio. |
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| 11.07.09 |
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Anche il settimanale "Il Friuli" ha dato spazio alla nostra iniziativa. |
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| 09.07.09 |
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L'iniziativa del gruppo contro la tessera del tifoso ha sortito gli effetti sperati. La notizia ha avuto molto risalto in Friuli ma ha anche fatto raggiunto anche l'intera penisola. Molti, infatti, i blog, siti e giornali che hanno riportato l'insolita notizia alla vigilia dell'incontro tra Maroni e i le società di serie A. Volevamo porre il problema sotto gli occhi di tutti e ci siamo riusciti. Riteniamo che l'informazione sia la strada giusta per contrastare questo ennesimo abuso. La risposta dei diretti interessati, interpellati dalla stampa, ha messo in luce alcuni aspetti importanti che analizzeremo nei prossimi giorni.
Ecco la stampa locale come ha riportato la notizia battuta anche dall'Ansa.
Cliccali articoli per scaricarli in formato Pdfte sug |
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Epolis |
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Gazzettino |
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Messaggero Veneto |
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| 06.07.09 |
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La protesta dei tifosi
UDINE - Quattro croci di legno sono state collocate in città per manifestare il dissenso delle tifoserie nei confronti della "tessera del tifoso"
Singolare protesta del mondo della tifoseria a Udine. Quattro croci di legno con messaggi contro la ''tessera del tifoso'', definita ''morte del calcio'', sono state conficcate stamani in alcuni punti della città.
La scoperta è stata fatta da alcuni carabinieri che stamattina alle 5 hanno notato la prima croce attaccata alla recinzione esterna di una abitazione confinante con la sede del Comando provinciale.
Altre tre croci simili sono state individuate già sabato in giro per la città. L'atto dimostrativo, secondo quando dichiarato dai carabinieri, è stato ''firmato'' dal gruppo ultras dell'Udinese ''Friulani al seguito''.
La "Tessera del tifoso", come spiega l'Osservatorio nazionale sulle manifestazioni sportive, è uno strumento di “fidelizzazione” adottato dalla società di calcio che prevede verifiche della Questura attraverso una procedura standard diramata a livello nazionale con apposita direttiva ministeriale.
Il progetto lanciato dall'Osservatorio si pone l’obiettivo di creare la categoria dei “tifosi ufficiali”.
La tessera, infatti, viene rilasciata dalla società sportiva previo nulla osta della Questura competente che comunica l’eventuale presenza di motivi ostativi (Daspo in corso e condanne per reati da stadio negli ultimi 5 anni), fidelizza il rapporto tra tifoso e società stessa.
I tifosi, al contrario, protestano contro l'istituzione della "tessera del tifoso" perchè considerata una schedatura in piena regola.
Fonte: il friuli.it |
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| 06.07.09 |
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Stamattina Udine si è svegliata tappezzata con molti manifesti, applicati da anonimi tifosi, che vogliono manifestare il loro pensiero contro la tessera del tifoso, sulla quale da tempo ci sono polemiche per alcuni aspetti mai chiariti da parte del Viminale. Le società tra l'altro sono molto indietro nella realizzazione, e solo pochi club stanno spingendo per adottare questo strumento.
Fonte: il friuli.it |
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| 01.07.09 |
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L'articolo che segue, del 27 giugno 2009, è stato tratto da www.osservatoriorepressione.org.
Divieto di stadio. Con la «tessera del tifoso» una forte limitazione dei diritti civili
«È l'anticamera della carta sui diritti civili, un provvedimento da Ventennio». Lorenzo Contucci, avvocato di molti ultras ed esperto del pacchetto antiviolenza negli stadi, osteggia l'introduzione dal prossimo campionato della tessera del tifoso. Voluta dal ministro Amato (subito dopo la morte a Catania del commissario Raciti) e messa in pratica adesso da Maroni, si presenta come uno strumento di fidelizzazione adottato dalla società di calcio. Per contrastare gli episodi di violenza.
Dov'è il problema avvocato?
Non sono contrario di per sé alla tessera perché è corretto che una proprietà adotti una fidelizzazione coi propri supporter e cerchi di invogliare il proprio cliente con un rapporto di natura premiale. Se sono un sostenitore che va sempre allo stadio in casa, è giusto che in trasferta guadagni dei punti che mi consentono delle agevolazioni rispetto a quelli di solito guardano la partita in televisione.
E allora?
Questa non è la tessera del tifoso ma quella del Viminale, nel senso che da un lato la società si regola con i clienti-tifosi, dall'altro ci vuole il nullaosta della questura come per il porto d'armi. Si configura uno stato di polizia.
Quindi contesta il controllo delle questure?
Il problema sono i criteri con cui viene distribuita la tessera. Vieta l'emissione o la vendita per qualsiasi persona sottoposta a daspo o che è stata condannata, anche con sentenza non definitiva, per reati commessi in occasione o a causa di manifestazioni sportive. Quindi se uno, sbagliando, fa una bravata da giovane poi per tutta la sua vita non potrà più entrare negli stadi.
In realtà Lega Calcio e Viminale dicono che non possono usufruirne solo chi ha una diffida in corso o chi ha avuto una condanna negli ultimi 5 anni.
Non è vero. Mentono sapendo di mentire. L'articolo 9 della legge 401 del '89 è chiarissimo: non devi esser stato condannato, anche con sentenza non definitiva, per reati commessi in occasione o causa di manifestazioni sportive. E non c'è scritto negli ultimi 5 anni. Stesso discorso per il daspo. In base all'articolo tutti i soggetti che hanno ricevuto una diffida, in qualunque anno, per qualsiasi ragione e qualsiasi sia stato l'esito del procedimento penale, non potranno avere la tessera. Poi forse le questure faranno una circolare per ammorbidire il provvedimento. Ma la legge rimane quella.
Quindi anche se alla fine uno viene prosciolto non può più accedere negli impianti?
Certo, la legge non prevede questo caso. C'è un vulnus giuridico, siamo allo azzeramento dei diritti civili di una persona. E malgrado quanto dica il ministero degli Interni a Milano ci sono già alcuni precedenti.
La tessera del tifoso infatti prende come modello la carta milanista Cuore Rossonero. Un caso?
Forse c'è un piccolo conflitto d'interessi (ride, ndr). Comunque la società ha distribuito all'inizio del campionato migliaia di tessere e successivamente il Viminale ne ha bloccate tantissime facendo un grande screening. Alcune sono state invalidate e inserite in un'apposita black list. Da qui il grido d'allarme delle tifoserie del Paese.
Nel resto d'Europa però esistono le tessere del tifoso e il modello non crea malumori.
Ma non sono gestite dallo Stato. A differenza dell'Italia le società sono padrone degli stadi quindi decidono loro chi volere: il nullaosta non viene dato dalla questura. Ad esempio, in Inghilterra le membership card sono gestite dalla proprietà, sono a pagamento e hanno sostituito il pubblico da popolare a ceto benestante. Non tutti possono permettersi la gold card. E' un meccanismo turbocapitalista, non mi piace ma è così e gli ultras lo accettano.
La scritta «No alla tessera del tifoso» campeggia sui muri di molte città italiane da Roma a Firenze, Napoli e Milano. Sta rinascendo un movimento ultras?
Stanno localizzando la protesta attraverso campagne di sensibilizzazione, ma non escludo che facciano anche una manifestazione nazionale. Non sono contrari, ribadisco, alla tessera in generale ma ai suoi criteri di assegnazione. Chiedono di modificare due articoli della legge, per il resto sono anche favorevoli a vietare la tessera per chi ha un daspo in corso o ha commesso, negli ultimi 5 anni, reati in occasione o a causa di manifestazioni sportive. Con un pizzico di buon senso Maroni potrebbe risolvere facilmente la questione, c'è di mezzo la democrazia. Altrimenti faccia come vuole e si troverà proteste ovunque e stadi vuoti.
A livello legale sta preparando un'offensiva?
Sono pronto insieme a un pool di avvocati a fare ricorsi di ogni tipo e in qualsiasi sede. Compresa
la corte di giustizia europea. La partita è appena iniziata. |
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| 29.06.09 |
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Sotto lo striscione che avremmo dovuto esporre in occasione della sfida contro il Lecce accompagnato da 500 cartoncini distribuiti in "parte alta" con un grosso "NO" impresso sopra. Materiale non autorizzato e respinto agli ingressi della Nord.
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| 28.06.09 |
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Il 7 luglio si dovrà decidere sulla tessera del tifoso.
Appuntamento il 7 luglio, al Viminale: maxivertice fra il ministro Roberto Maroni, il capo della polizia Antonio Manganelli e tutti i vertici del calcio (Figc, Leghe, eccetera). C'è da discutere sul tema della sicurezza negli stadi e dintorni. E soprattutto si dovrà decidere sulla grande novità della prossima stagione, la tessera del tifoso. Maroni è già stato chiaro: saranno introdotte "forti restrizioni" per le tifoserie delle squadre che non la adottano e nessuna per le altre.
Il ministro sa benissimo che molti tifosi non ne vogliono assolutamente sapere: temono una ulteriore schedatura e non condividono il fatto che venga tagliato fuori chi ha avuto precedenti condanne, per reati "da calcio", negli ultimi cinque anni. "Lo so che ci sono tifoserie -ha spiegato di recente Maroni- che premono perché la carta non venga adottata dalla propria società, mi hanno detto che ci sarà anche una manifestazione nazionale". Ma "i tifosi violenti", ha spiegato ancora Maroni, "con me avranno vita dura".
Il Viminale è pronto a venire incontro alle società di calcio. La Lega Pro è favorevole alla tessera, qualche club di B come l'Albinoleffe si sta muovendo ma la stragrande maggioranza delle società di A non fa assolutamente nulla. Le uniche società che l'hanno adottata sinora sono Inter e Milan: l'Inter ne ha oltre 40.000, il Milan ottantantamila (ma le tessere non hanno foto e non sono a norma). La Juventus ha appena lanciato la campagna abbonamenti ma della tessera del tifoso non fa alcun cenno. La prossima settimana tocca alla Roma: ci saranno novità? Tace la Fiorentina, che pure anni fa sembrava favorevole (a parole). Tace il Napoli, i cui tifosi la scorsa stagione sono stati fortemente penalizzati proprio da Maroni: hanno potuto seguire la loro squadra in trasferta una sola volta, il 31 agosto. Dopo il giallo del treno fantasma lo stop totale. Che fa ora Aurelio De Laurentiis? Verrà incontro ai suoi tifosi? Che fanno le altre società? Molto sovente se ne infischiano di tifosi-clienti che portano tanti soldi: dovrebbero imparare da Barcellona e Manchester United.
Il tempo è scaduto, ormai: se anche volessero, le società italiane non avrebbero più la possibilità di preparare le tessere per l'inizio della prossima stagione (serie B il 22 agosto e A il giorno dopo). Ci sono procedure da rispettare, un iter da completare. E nessun club si è ancora fatto vivo. Che deciderà Maroni? Bloccherà davvero le trasferte? Speriamo che nell'occasione si possa parlare, e decidere, anche su altri argomenti che stanno a cuore ai tifosi: i biglietti, gli striscioni, eccetera. Ci sono imposizioni troppo forti, procedure a volte complicate nella vendita dei tagliandi. Vengono penalizzate le famiglie, i turisti stranieri, chi vive magari fuori Regione, eccetera. E anche sugli striscioni si potrebbe studiare un'apertura: un minimo di ironia in più non guasterebbe al nostro calcio. L'emergenza è davvero finita? Se è davvero così, riapriamo gli stadi ai tifosi per bene.
Fonte la Repubblica
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Un articolo che lascia ben sperare in vista di questa antidemocratica tessera del tifoso. Fortunatamente c'è scarso interesse da parte delle società e speriamo che sia davvero vero e che comprendano che la tessera del tifoso significherebbe morte del tifo e via a uno spettacolo che di sportivo non avrà più nulla con grigi stadi che diverranno grigi teatri.
La questione tempistiche potrebbero davvero essere l'ancora di salvezza. Molte società hanno già dato il via alle rispettive campagne abbonamenti altre sono prossime e visto che per la tessera del tifoso bisogna sottoscrivere una autocertificazione al momento della sottoscrizione del'abbonamento pare non se ne faccia più nulla, almeno per quest'anno. Bisogna comunque mantenere alta l'attenzione e continuare ad informare su cosa si cela davvero dietro a quel pezzo di plastica tanto voluto da Maroni. Ci auguriamo che il 7 luglio i vertici del calcio e le istituzioni comprendano l'assurdità di tale scelta e che, invece, riflettano sulle assurde censure al tifo e al colore e che si possa così rivedere il nostro striscione in Curva Nord e in giro per l'Italia.
Nei prossimi giorni faremo ancora parlare di noi che continuiamo a dire No alla Tessera del tifoso. |
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25.06.09
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Con il campionato concluso la nostra attenzione è calamitata non dal tam-tam del calcio mercato ma da un tema decisamente più importante: la tessera del tifoso. Non sappiamo bene quali società di calcio la addotteranno e se l'Udinese sarà una di esse ma noi non staremo con le mani in mano. Sensibilizzare ed informare continueranno ad essere le nostre armi.
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Di seguito un articolo tratto da la Repubblica.
L'Osservatorio del Viminale sta facendo la sua parte, anche se, passato questo regime di emergenza, si potrebbe mettere mano ad alcune situazioni che sono troppo penalizzanti per i tifosi: mi riferisco alla vendita dei biglietti, agli striscioni, eccetera. Anche per quanto riguarda la tessera del tifoso si potrebbe modificare, o almeno addolcire, la norma che esclude chi ha avuto una condanna, per reati da stadio, negli ultimi cinque anni. Anche se la condanna (può essere anche un Daspo) è stata già ampiamente scontata. E' un po' troppo pesante. E questo sta facendo infuriare molti ultrà. Ma il ministro Roberto Maroni non se ne preoccupa: speriamo che presto incontri i club, perché potrebbero esserci problemi in occasione della campagna abbonamenti di molte squadre. Alcune società sono pronte a fare firmare un'autocertificazione ai tifosi. Ma attenti, il Viminale controlla poi le tessere dei tifosi e se non si è in regola vengono revocate (è già successo al Milan). Meglio quindi fare una maxi-riunione, per chiarirsi le idee. |
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| 24.06.09 |
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TESSERA TIFOSO
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Maroni:”Tutti i club devono adottare la tessera del tifoso”
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“Tutte le società devono introdurre la ‘Tessera del tifoso’ possibilmente per l’anno prossimo”. Il ministro dell’Interno Roberto Maroni si augura che tutte le società adottino la carta del tifoso. Il titolare del Viminale ha partecipato oggi a Milano alla presentazione di ‘Siamo noi’, la carta del tifoso dell’Inter che consentirà di assistere alle partite in casa e in trasferta anche in caso di provvedimenti restrittivi, oltre a offrire una serie di servizi e agevolazioni commerciali, visto che potrà essere utilizzata come carta internazionale di pagamento prepagata e ricaricabile.
TUTTI ADOTTINO LA CARTA - “Nelle prossime settimane – ha detto Maroni – voglio incontrare i presidenti delle squadre A e B perché tutte le società devono introdurre la ‘Tessera del tifosò possibilmente per l’anno prossimo, e chi lo farà avrà delle facilitazioni, ad esempio avrà la possibilità che i propri tifosi possano andare a tutte le trasferte”. Lo stadio dovrà ritornare un luogo di sport e non di guerriglia, come spesso accaduto in passato. “Questa è un’iniziativa – ha aggiunto il ministro – che noi sosteniamo fortemente come ministero perché chi va allo stadio non deve temere dei problemi, magari di vedere un motorino lanciato dagli spalti come è accaduto, ma deve andare a vedere tranquillamente una partita di calcio”.
INCENTIVI E RESTRIZIONI - La linea del Viminale è chiara. “Tutti devono capire – ha spiegato Maroni – che verranno premiate le società che investono in sicurezza, mentre chi non intende farlo, dovrà affrontare misure molto restrittive. Se tutti avranno la carta del tifoso, l’attività dell’Osservatorio nazionale sulla manifestazioni sportive sarà ridotta al minimo e saranno garantite le condizioni di massima sicurezza”. Linea dura contro certe frange del tifo. “Mi dicono che alcune tifoserie sono contrarie e che addirittura vogliono organizzare una manifestazione. Chi è contro questa tessera è contro la sicurezza e con me avrà vita dura. Si deve passare sempre di più dalla responsabilità oggettiva a quella personale, questo è il nostro obiettivo. Si deve parlare di sport, la notizia deve essere dentro il campo e non fuori”.
SIPARIETTO MARONI-MORATTI - All’inizio della conferenza c’è stato spazio per un simpatico siparietto. “Innanzitutto voglio fare gli auguri all’Inter per la prossima Champions League. Spero che possa arrivare in finale, magari con il Milan, e ottenere quindi un buon secondo posto”, ha scherzato con il presidente dell’Inter Massimo Moratti il ministro dell’Interno, grande tifoso milanista. Al ministro è stata consegnata una tessera facsimile dei tifosi interisti. Al termine Moratti ha reso pan per focaccia a Maroni. “Adesso facciamo un coro ‘chi non salta milanista è”, ha scherzato a sua volta il numero uno nerazzurro.
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Maroni è poco informato:
a) non "alcune tifoserie" sono contrarie: sono TUTTE contrarie (se non quelle conniventi per motivi di lucro);
b) le manifestazioni, nella Repubblica Italiana, non si organizzano "addirittura": si fanno punto e basta, visto che i tifosi sono cittadini come tutti gli altri;
c) chi è contro la tessera non è contro la sicurezza ma contro una norma assurda: l'art. 9 della legge 401/89;
d) le tifoserie non sono contro la tessera del tifoso (gli slogan sono semplicistici: del resto se una tessera del genere viene chiamata in tal modo, la risposta è egualmente facile): sono contro l'art. 9 della legge 13 dicembre 1989 n. 401 (ed anche contro il comma 7 dell'art. 6 della stessa legge) che stabilisce alcuni criteri OBIETTIVAMENTE ingiusti, rimossi i quali non credo ci siano problemi a un meccanismo comunque del tutto inutile (Napoli/Milan docet ed anche Napoli/Inter, di cui non ci sono state notizie sui giornali per via della censura mediatica che vige in questo Paese), visto che i tifosi sono già schedati in tutte le maniere con biglietti nominativi et similia.
Del resto, anche al di là della legge, è lo stesso modulo che ognuno di noi dovrà (meglio: dovrebbe) firmare per fare la tessera che conferma quel che dico.
Prima di tutto bisogna ricordare che se si dichiara qualcosa di non esatto nell'autocertificazione che vedete qui a destra, si viene denunciati e si dovrà subire un processo penale.
Dopo di ciò, a parte che l'intestazione della certificazione non coincide con il contenuto da dichiarare, la tribale modulistica in questione contiene:
a) una violazione di legge;
b) un eccesso di potere;
c) una disposizione corretta (secondo la legge) ma assurda.
Lo dimostrerò con una certa facilità.
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Iniziamo dall'intestazione? Ma sì, iniziamo.
"Certificazione di assenza di condanne penali e carichi pendenti" significa che si deve dichiarare:
a) di non aver mai riportato una qualsiasi condanna penale, per qualsiasi reato;
b) di non avere in corso alcun procedimento penale nel quale già si è già stati rinviati a giudizio: in altre parole, chi ha un vero e proprio processo in corso.
Come vedrete, invece, nella autocertificazione si dovrò dichiarare tutt'altro, visto che si chiede:
a) di non essere sottoposti a provvedimenti d.a.spo. (che non sono procedimenti penalei ma provvedimenti amministrativi);
b) di non essere sottoposti a misure di prevenzione (ad esempio, sorveglianza speciale);
c) di non essere stati condannati per reati "da stadio".
Quindi l'intestazione non coincide con nulla di ciò che è richiesto e chi l'ha predisposta è un analfabeta giuridico.
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Poi abbiamo detto che c'è una
a) VIOLAZIONE DI LEGGE nella prima casella da barrare, il povero tifoso deve dichiarare di non essere destinatario di un daspo: l'art. 9 della legge antiviolenza n. 401/89, invece, dice che bisognerebbe dichiarare di non essere STATI destinatari di daspo, anche in passato, quindi. La (totalmente falsa) interpretazione della norma è comunque condivisibile, visto che è logico che il "daspato" non possa avere la tessera. In futuro, tuttavia - per capriccio o per gli inevitabili incidenti che ci saranno comunque - potranno comunque inibire lo stadio non solo a chi ha un daspo in corso ma anche a chi lo ha avuto in passato.
Lo dice la legge, e il Ministero dell'Interno dovrebbe seguire la legge.
Invece non lo fa, anzi, andando avanti con la lettura della modulistica, crea di propria iniziativa categorie di persone interdette dallo stadio, con un evidente
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b) ECCESSO DI POTERE Più che di eccesso di potere si dovrebbe parlare di "creazione di potere".
Il Ministero dell'Interno diviene Legislatore.
Non credo sia mai accaduto, né in Cina né in Cile.
La seconda casella, infatti, riguarda (escludendoli dagli stadi) coloro che sono sottoposti alla sorveglianza speciale di P.S., in base alla legge 1423/56.
Già, peccato che l'art. 9 della legge n. 401/89 che discplina chi può entrare allo stadio e chi no, non lo preveda, visto che si riferisce solo a chi ha avuto un daspo e a chi è stato condannato per reati da stadio.
Del resto è norm
ale che, in uno stato di polizia, la polizia crei delle norme che non esistono, altrimenti che stato di polizia sarebbe?
Finiamo con l'unica
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c) DISPOSIZIONE CORRETTA MA ASSURDA perlomeno per quel che dice l'art. 9 della legge 401/89: la terza casella esclude dagli stadi chiunque sia stato condannato, anche solo in primo grado, per reati commessi in occasioen o a causa di manifestazioni sportive. Senza limiti temporali.
E' quel che dice la legge, infatti.
Se, quindi, il povero Mario Rossi, tifoso, è stato condannato nel 1989, ma anche nel 1957,come anche nel 1898 a 1000 lire di multa per un reato da stadio, non potrà avere la tessera del tifoso.
E se dice che non ha avuto condanne sottoscrivendo il modulo qui a fianco, commette un reato.
E' vero o non è vero?
Articolo tratto da: www.asromaultras.org |
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| 24.03.09 |
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Vi proponiamo un articolo tratto da Repubblica.it di pochi giorni fa. Si parla di tessera del tifoso e il Viminale assicura che non ci sarà alcun divieto a vita. Dobbiamo crederci?
Viminale: Nessun divieto a vita con la "tessera del tifoso"
Tessera del tifoso: molti tifosi sono preoccupati e le società di calcio, per ora, si muovono con estrema cautela [...] anche se il ministro Roberto Maroni e il capo della polizia, Antonio Manganelli, vogliono che diventi obbligatoria dalla prossima stagione. Non si sa ancora se per tutte le gare o solo per le trasferte. Solo Milan e Inter sinora si sono dotate della tessera del tifoso: altri club (Siena, Palermo, Roma, Sampdoria, eccetera) si stanno muovendo. Altri, per ora, non ne vogliono sapere. La chiave di tutto saranno i prossimi abbonamenti. Sull'argomento di grande attualità e che preoccupa non poco moltissimi tifosi, interviene il Viminale. Il dottor Roberto Massucci, segretario dell'Osservatorio nazionale sulle manifestazioni sportive, spiega: "E' bene evidenziare che la "tessera del tifoso" è una iniziativa delle società sportive. Ad esse l'Osservatorio ha messo a disposizione un programma finalizzato a creare nuovi rapporti di fidelizzazione con il tifoso-cliente, nel comune intento di migliorare ulteriormente l'accessibilità dei tifosi allo stadio e consentire loro di trascorrere giornate di sport con la famiglia. Massucci inoltre precisa: "La tessera del tifoso non richiede alcuna schedatura di sostenitori da parte degli organi di sicurezza, poiché gli elenchi dei richiedenti sono acquisiti e conservati esclusivamente dalle società sportive. Secondo la norma dunque, la tessera del tifoso non può essere rilasciata dalla società sportiva a persone con Daspo in atto o a coloro che, secondo le vigenti norme, negli ultimi 5 anni abbiano riportato condanne per "reati da stadio". Ciò comporta che non vi è alcuna ipotesi di divieto "a vita" e che la meta finale è quella di tornare a riempire in sicurezza gli stadi". |
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