:: ANNO IX / FANZINE N.10 / UDINESE-NAPOLI    
 
 
:: EDITORIALE
 
La seconda lettera dell’alfabeto. Quando si parla di Udinese molti si riferiscono solo ed esclusivamente alla formazione che domenica scenderà in campo o tuttalpiù alla rosa bianconera. Quando noi parliamo di Udinese ci riferiamo ad un concetto più ampio che parte dai vertici societari, passando per il direttore sportivo e l’allenatore, comprendendo ovviamente la squadra per arrivare anche allo staff tecnico senza però dimenticare che l’Udinese siamo anche noi intesi come tifoseria. Una precisazione doverosa per rinfrescare la memoria a molti che a seconda delle circostanze mantengono questa visione d’insieme o scindono bene gli elementi tra di loro per esimersi da responsabilità dirette o indirette che siano. Con questo vogliamo semplicemente sostenere che se siamo una squadra, nel senso più ampio del termine, lo dobbiamo essere fino in fondo. L’Udinese è sotto gli occhi di tutti stà attraversando il più buio periodo degli ultimi anni dove i più scaramantici non vogliono neppure pronunciare la seconda lettera dell’alfabeto ma siamo concretamente ed evidentemente a rischio retrocessione. Una stagione iniziata bene e che ha avuto un crollo devastante giornata dopo giornata e che tutti noi ci auguriamo non abbia un tragico epilogo. La vittoria di Milano in Coppa Italia aveva riportato un pò di ottimismo nell’ambiente ma già dalla gara di andata per la semifinale di giovedì scorso siamo ritornati immediatamente con i piedi per terra. Non faremo i maestrini o gli allenatori di turno. Non ne abbiamo le competenze e sinceramente riteniamo che certi meccanismi di P.le Argentina siano oscuri anche per molti addetti ai lavori. Pochi sanno, nessuno dice quello che è successo e stà accadendo nel dietro le quinte di questo campionato alla Nostra Amata Udinese. Tutti sappiamo che c’è qualcosa che non stà funzionando. La ricetta degli scorsi campionati non è più la stessa. Sarà qualche ingrediente sbagliato o i tempi di cottura ma quella che ci stanno servendo ogni domenica non è il piatto friulano a cui ci eravamo abituati per utilizzare un paragone culinario. Riprendiamo quota! E’ questo il titolo d’apertura della fanzine odierna ed è un’ appello rivolto all’Udinese come la intendiamo noi: dalla squadra fino alla tifoseria organizzata. Ai giocatori, società e allenatore chiediamo più impegno e un’attenzione a trecentosessanta gradi. Le colpe evidentemente ci sono e devono essere risolte con serietà e determinazione. Ci auspicheremo, per il futuro, visto che in passato non è mai stato fatto, un sincero filo diretto con la propria tifoseria che deve essere informata. Un rapporto schietto e sincero fra le parti non può che essere un valore aggiunto specialmente nelle difficoltà. Una tifoseria non va tradita, non va disillusa non va strumentalizzata deve essere parte attiva nella vita del club... nel bene e nel male. Solo di fronte ad una simile conduzione societaria il tifoso sa di poter essere parte attiva nella posizione in classifica della propria squadra del cuore. Riuscirà a capire che la contestazione, nelle difficoltà, non è la strada giusta da perseguire ma è stringendosi intorno ai propri colori con ancora più calore che si può uscire dalla tempesta. Un rapporto del genere va costruito di pari passo e non si può basare sulla menzogna e sulle false promesse. Come in una storia d’amore si deve giocare a carte scoperte, rischiando anche di non essere talvolta compresi o condivisi in alcune scelte ma la trasparenza e il dialogo è alla base di ogni rapporto umano. Per noi che viviamo di amore incondizionato per la squadra della nostra terra non è neppure una questione di dare e avere ma è un dare unidirezionale e incondizionato, senza pretese ne aspettative. Continuare a seguire le Zebrette in ogni stadio della nostra penisola, di sconfitta in sconfitta, e continuare a farlo sgolandosi su quei gradoni comunque vada fa parte del nostro dna. Quello che chiediamo alla tifoseria è di dimostrasi tale. Siamo tifosi perchè tifiamo a prescindere. I ragazzi che con noi seguono le sorti dell’Udinese dalla Nord, in alcuni frangenti gli stessi ragazzi del gruppo perchè neppure noi siamo esenti da responsabilità, devono capire che per la maglia bianconera si deve dare il massimo, sempre.
Fin da oggi... rialziamo la testa. Riprendiamo quota.