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| :: EDITORIALE | ||||||||||||
Vi ricordate com’era bello tanti anni fa, quando per tutta la settimana si aspettava che arrivasse la domenica per andare allo stadio, o quando la propria squadra era in trasferta, si stava attaccati alla radiolina con “Tutto il calcio minuto per minuto”, perchè il calcio era lo sport più bello del mondo, proprio perchè era solo uno sport? Bene, dimenticatevelo. Dall’anno prossimo i nuovi padroni del calcio hanno deciso di farci fare indigestione di pallone, facendocelo sorbire dalla mattina alla sera e togliendoci quel desiderio che ci faceva stare in ansia per tutta la settimana in attesa del fischio dell’arbitro alle 15 della domenica. Il calcio non è più uno sport, ma un giro di affari da un miliardo di euro l’anno. E’ pronto lo spezzatino, tutti a tavola. Gli chef sono Murdoch e la Lega Calcio, che sull’esempio del campionato inglese hanno deciso di spalmare le dieci partite del campionato di Serie A in diversi giorni e a tutte le ore, comprese le 13, con il pranzo ancora sullo stomaco, e le 21.15. L’obiettivo dichiarato è di far vedere ogni partita al tifoso della propria squadra, facendo in modo che se uno spegne la tv, un tifoso di un’altra squadra la accende, tenendo un audience costantemente alta. In Inghilterra già da qualche anno il campionato spezzatino funziona, ma anche perchè è molto diverso da quello italiano. Ma purtroppo le tv italiane hanno questo potere perchè i loro introiti ingrossano i budget societari per il 60%, mentre in Inghilterra solo del 33%, e così i restanti ricavi derivanti dalla vendita dei biglietti o dal merchandising passano in secondo piano. Chi se ne importa se allo stadio non ci va più nessuno. Ma il bello del calcio non era andare a vedere la partita dal vivo? Le nuove generazioni che impareranno cos’è il calcio attraverso la televisione non capiranno effettivamente cosa sia, e senza l’odore dell’erba e la vista dei calciatori in carne e ossa, per loro sarà come vedere un film in televisione. E non ci sembra che lo spirito del calcio sia proprio questo. Gli esperimenti effettuati finora sono sempre stati disprezzati da pubblico e stampa, ma pare proprio che il calcio-spezzatino sarà il futuro della serie A come già avviene per la serie B. A deciderlo è la Lega Calcio, che nel prossimo bando di vendita dei diritti televisivi, per ottenere fondi maggiori dalle emittenti, farà come già avviene in Bundesliga ed in Premier League, cioè suddividere le partite in 3-4 giorni, e non solo. La sagra della demenza continua. Ora state a sentire cosa hanno in mente di fare quei “geni” che governano il nostro calcio: rivoluzione! Da febbraio la serie A si articolerà nella seguente maniera: una partita in anticipo fissa al venerdì o addirittura due se c’è la Champions. Il sabato un anticipo fisso o due anticipi (anche qui dipende se c’è il turno di Champions). La domenica sei o sette partite con un posticipo. La novità quindi è l’anticipo fisso di venerdì (che potrebbero essere due, ricordate per via della Champions). Ma se vi girano i coglioni nel pensare ad una giornata di campionato spalmata dal venerdì alla domenica sera tenetevi forte. La FIGC, con il prezioso aiuto della Lega Calcio, è già al lavoro per servirci uno “spezzatino” per il prossimo campionato che non può non far venire il voltastomaco. Si giocherà di venerdì (un anticipo fisso alle 20:45 più un altro in caso di Champions da giocare alle ore 19:00). Si giocherà al sabato (un anticipo fisso alle 20:45, anche qui due anticipi in caso di Champions di cui uno alle 18:00). Si giocherà di domenica (un anticipo fisso alle 12:30, 3 o 5 partite alle 15:00 (dipende dalla maledetta Champions) ed un posticipo alle 20:45. Ed infine... si giocherà di LUNEDI’! (una partita alle 20:45). In tutto sto casino l’unica cosa certa è che a prendersela nel culo siamo noi tifosi. Venerdì sera, così come se fosse di lunedì, se giochiamo a Palermo in quanti di noi riusciranno a prendere ferie? La domenica vogliono giocare a mezzogiorno e mezza? E poi vogliono le famiglie allo stadio... Al sabato quanti di voi lavorano? E quanti riusciranno ad essere allo stadio alle 19:00? (neanche da fare la domanda se giochiamo in trasferta). Sia chiaro, il problema non riguarda solo noi sampdoriani, riguarda tutti coloro che amano seguire la loro squadra del cuore allo stadio piuttosto che alla televisione. L’obiettivo dei governanti del calcio è quello di offrire più partite possibili ad orari diversi così da massimizzare gli introiti derivanti dalle televisioni a pagamento. Per spiegarci meglio: un tifoso (di quelli che valgono meno di zero, a cui piace starsene a casa in pantofole davanti alla televisione) che tifa la squadra X, se la giornata di campionato viene giocata lo stesso giorno allo stesso ora, vedrà solo la sua squadra X. Mettiamo caso che invece le partite vengano giocate ad orari differenti ed in giorni diversi. Lo stesso tifoso X potrà ora vedere (oltre che la sua squadra) anche altre partite del campionato (basterà collegarsi con il canale a pagamento necessario), e così facendo andrà ad ingrossare le tasche del sistema calcio e dei suoi strozzini. Fanno paura le parole di Beretta (presidente di Lega Calcio, ex direttore di confindustria...) “Il calcio professionistico in Italia vale 1,5 mld di euro ed ha ancora grandi potenzialità, anche guardando i modelli europei di maggiore successo, di incrementare questa sua capacità di produrre ricchezza’… Per questi signori il prodotto calcio, la Serie A, non è altro che un settore dell’economia italiana, così come l’agricoltura, l’industra, etc. Il signore Beretta (così come tutti gli altri che con lui lavorano assiduamente per massimizzare i profitti) non si rende conto che il calcio è uno sport, e ciò che lo circonda devono essere emozioni, sentimenti, tradizioni, e aggregazione… Per la cronaca, lo stesso Beretta qualche giorno fa era presente alla conferenza stampa per festeggiare i 50 anni di ”Tutto il Calcio minuto per minuto”… Siamo curiosi di sapere con che faccia… VERGOGNATEVI TUTTI! |
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